Patentato da pochi mesi, ha già dovuto fare conoscenza con uno dei peggiori incubi per la gran parte degli automobilisti: il parcheggiatore abusivo. Ma forse, tra i suoi coetanei, è stato tra i pochissimi, se non l’unico, a far arrestare chi ha tentato di chiedergli il “pizzo” per la sosta.

E’ successo nella tarda mattinata di ieri nella zona del porto, al largo Emporio, dove il 18enne puteolano Antonio Maione, studente dell’ultimo anno di un istituto superiore dell’area flegrea con la passione per la politica (è stato appena nominato sub commissario di Fratelli d’Italia a Pozzuoli), ha consentito il fermo di un suo concittadino, residente a Marano e già noto alle forze dell’ordine, che aveva trasformato quell’area in una sorta di “proprietà privata”.

Antonio (nella foto) ci racconta com’è andata: “Ero in macchina, dovevo recarmi al Commissariato per consegnare la richiesta di alcuni permessi per svolgere una manifestazione del partito domenica in piazza della Repubblica, quando improvvisamente un tizio mi indica un posto libero sulle strisce blu e comincia a darmi istruzioni per la manovra. Io parcheggio, poi indugio un po’ in auto per mettere in ordine le carte che avrei dovuto dare alla polizia e sento questo individuo spazientirsi ad alta voce. Rivolto verso di me, urla in dialetto: ‘Ci vuole tempo? Mi stai facendo perdere tempo!’. Scendo dall’auto e gli chiedo cosa voglia. Lui mi risponde: ‘Fammi pigliare un caffè’. Capisco che vuole estorcermi del denaro, gli replico di lasciarmi stare ma il tizio insiste. Mi fa: ‘Non solo ti ho aspettato tutto questo tempo, adesso nemmeno il caffè mi vuoi offrire?’ Gli rispondo che a lui non devo nulla e mi allontano per fare il grattino. Quando torno verso la mia auto per collocare il tagliando all’interno del parabrezza, mi accorgo che sta per infastidirmi nuovamente e a quel punto gli dico dove mi sto recando e che, se non la smette, mi rivolgerò alla polizia. Lui, senza scomporsi, mi risponde che se gli avessi mandato le ‘guardie addosso’ non avrei mai più potuto camminare sulle mie gambe per tutta la mia vita perché me le avrebbe spezzate. Di fronte a questa minaccia, non ho avuto esitazioni. Sono andato in Commissariato e l’ho denunciato.  Da lì sono uscito con la polizia, ho indicato la persona in questione ed è scattato l’arresto”.

Al giovane esponente politico abbiamo chiesto per quale motivo abbia deciso di rendere noto l’episodio che lo ha visto involontario protagonista. “Perché voglio lanciare un segnale a tutti coloro che subiscono in silenzio queste prevaricazioni – ci ha risposto Antonio Non dobbiamo aver paura di denunciare e di metterci la faccia di fronte a certi soprusi. Io amo la mia città e non è giusto che la presenza di questi soggetti sul nostro territorio contribuisca ad allontanare da Pozzuoli tanta gente che vorrebbe trascorrere qui il proprio tempo libero e dare respiro all’economia locale.  E ritengo che i primi a dover dare il buon esempio in tal senso siano proprio quelli della mia generazione. A tal proposito, tengo a ringraziare tutti coloro che, venuti a conoscenza dei fatti, mi sono stati vicini, a cominciare dal commissario cittadino del mio partito, Maurizio Orsi, che ha voluto esprimermi pubblicamente attraverso Facebook la vicinanza sua personale e di Fratelli d’Italia”.