Potrebbero rischiare una denuncia (e una condanna) penale, ma anche un risarcimento danni in sede civile, i firmatari della lettera con cui, appena due settimane, fa l’attuale Comandante dei vigili urbani è stato definito come il miglior dirigente del locale Corpo di Polizia Municipale  da più di trent’anni.

Una missiva (indirizzata a sindaco, assessori, dirigenti e consiglieri comunali, sindacati, nonché agli organi di informazione) di cui Pozzuoli21 ha riportato in esclusiva il testo integrale: contenuto che avrebbe fatto infuriare non poco almeno uno tra i tanti predecessori di Carlo Pubblico alla guida dei caschi bianchi puteolani negli ultimi tre decenni.

Nel documento, infatti, tra i tanti sperticati elogi riservati a Pubblico, si sottolinea anche che costui avrebbe restituito ai vigili urbani di Pozzuoli “efficienza, professionalità e lustro”, qualità che, come si legge in un inciso racchiuso tra parentesi, sarebbero state nientemeno che “inesistenti per oltre un trentennio”.

Si dà insomma, sia pure indirettamente, un giudizio di valore estremamente negativo sull’operato di chi ha svolto questo delicato compito prima dell’attuale Comandante, coinvolgendo idealmente in questa accusa di incapacità, inettitudine e scarso decoro  tutti coloro che hanno guidato i vigili puteolani in un arco temporale che parte quanto meno dalla  prima metà degli anni ’80 e termina nel luglio 2011, quando appunto l’allora sindaco Agostino Magliulo conferì a Pubblico il prestigioso incarico.

E proprio questo pesantissimo passaggio della lettera protocollata l’8 febbraio scorso in Municipio rischia di provocare grossi guai ai (per ora) sedicenti “ufficiali,  luogotenenti, tantissimi operatori di Polizia Municipale e  personale tutto dei servizi complementari” che sostengono di averla  sottoscritta a sostegno di Pubblico.

Quell’ex comandante dei vigili che avrebbe già dato mandato al proprio legale di sporgere denuncia contro ignoti per danno di immagine, chiederà infatti al magistrato inquirente di identificare, uno per uno, tutti i reali firmatari della lettera.

E, nel caso in cui non fosse possibile effettuare compiutamente questa identificazione, chiederà di attribuirne addirittura la paternità a colui che ne ha beneficiato, cioè l’attuale comandante Pubblico, in quanto unico soggetto che trae un vantaggio di immagine dal tono di quelle considerazioni scritte e dunque anche l’unico soggetto che, in astratto, avrebbe avuto interesse a “caldeggiare” (o, per assurdo,  a scrivere di proprio pugno) una lettera del genere.

Una brutta gatta da pelare per Pubblico, questa denuncia-querela che fonti solitamente bene informate giurano sia in imminente arrivo.

Come se non bastassero le tre condanne più spese legali e di giudizio che il Comune di Pozzuoli ha già dovuto subire dal Giudice del Lavoro negli ultimi 16 mesi a causa del suo operato (l’ultima sentenza risale a due mercoledì fa, con l’annullamento di 11  giorni di sospensione dal servizio e dallo stipendio per un istruttore amministrativo che era stato illegalmente punito da Pubblico, il quale, nel caso specifico,  avrebbe dovuto invece astenersi dall’irrogare sanzioni in quanto diretto superiore del lavoratore sottoposto a procedimento disciplinare), l’attuale Comandante dei vigili urbani potrebbe infatti dover essere costretto dalle circostanze a fare il diavolo a quattro pur di scoprire nomi e cognomi di chi lo ha incensato pubblicamente l’8 febbraio.

Il comandante Pubblico
Il comandante Pubblico

Trovandosi nella non invidiabile posizione di dover consegnare la “testa” dei “fedelissimi” in “pasto” alla Giustizia per non correre alcun pericolo di finire sotto accusa al posto loro.

Dalla serie: “cerchi aiuto e trovi scarrupo…”

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