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“Guardie” disarmate e cassaforte “sputtanata”: ecco come al Municipio danno il “benvenuto” ai ladri…

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Ancora un furto sventato al Municipio di Toiano, ancora la palazzina 5 nel mirino dei banditi.

Tornano alla carica i “soliti ignoti” dopo il  “colpo” tentato e fallito esattamente un mese fa.

La notte scorsa, infatti, intorno alle 3.30, dopo aver scavalcato la recinzione esterna all’altezza degli uffici che ospitano la stanza del Sindaco e la sala Giunta, almeno tre malviventi a volto coperto hanno provato ad introdursi nell’edificio dell’Economato.

Obiettivo: scassinare e svaligiare la cassaforte che contiene gli incassi dei grattini per la sosta e del parcheggio multipiano.

Con l’ausilio della fiamma ossidrica, gli aspiranti mariuoli hanno provato a scardinare una porta di ingresso laterale ed un’inferriata, ma, ancor prima di imbattersi nel sistema di allarme (installato dall’Amministrazione all’indomani del precedente raid del 23 ottobre) sono stati scoperti e messi in fuga da una guardia giurata comunale impegnata nel giro di perlustrazione.

Fin qui, la cronaca nuda e cruda dell’accaduto.

Ma ci sono anche dei retroscena da raccontare, probabilmente più interessanti della notizia stessa.

Bisogna infatti sottolineare che il vigilante intervenuto era armato ed ha potuto sventare il furto soltanto perché aveva una pistola che lo metteva potenzialmente al riparo da “sorprese”.

Usiamo il termine “potenzialmente” giacché il rischio che sia aggredito esiste sempre, in quanto, per inspiegabili ragioni, al Comune di Pozzuoli c’è solo una guardia giurata a compiere il giro di perlustrazione (invece delle due che dovrebbero essere previste) con l’altro collega che rimane nel gabbiotto all’ingresso e che dovrebbe essere il terzo in servizio, mentre invece è soltanto il secondo.

Ma questo sarebbe niente di fronte alla circostanza che, purtroppo vede, in alcune occasioni, addirittura disarmato chi è tenuto a sorvegliare, di notte, il Municipio di Toiano.

Dovete infatti sapere che, oltre alle 18 guardie giurate armate e provviste di decreto prefettizio, al Comune di Pozzuoli, nella vigilanza agli immobili più a rischio, lavorano anche cinque dipendenti disarmati impiegati come guardie giurate pur senza alcuna autorizzazione da parte della Prefettura, che non ha mai rilasciato loro i permessi (a cominciare dal porto d’armi) per poter svolgere tale mansione.

Così può accadere che, per difendere il Municipio dagli assalti notturni dei ladri, il vigilante di ronda sia una guardia giurata “vera” e armata mentre al gabbiotto ci sia un custode disarmato (come accaduto in occasione dell’ultimo raid) ma, in passato, è anche successo che entrambi i vigilanti in servizio fossero disarmati, con altissimo rischio per la loro incolumità fisica e, di conseguenza, con possibilità quasi nulle di poter difendere i beni di valore custoditi in quella cassaforte.

Corre voce persino di qualche vertenza legale in atto tra l’Amministrazione ed almeno uno di questi lavoratori disarmati, combattuti tra la paura di non potersi difendere in caso di aggressione e l’incentivo in busta paga che si percepisce per il lavoro notturno.

Resta il fatto che, per scongiurare ulteriori pericoli, si deve assolutamente intervenire a mettere a posto la situazione. Potenziando il servizio notturno (due di ronda) di vigilanza in Municipio e facendo in modo che chiunque ne faccia parte sia armato.

Anche perché, purtroppo, quella cassaforte della palazzina 5 è ormai “sputtanata”, nella sua esistenza e, persino, nel suo contenuto.

Abbiamo infatti appreso, da fonti certe, che, da quando all’Economato custodiscono gli incassi dei grattini e del multipiano, alcuni commercianti sono stati autorizzati (non ci è dato sapere né in che modo né da chi) ad usare addirittura il contenuto di quella cassaforte come cambiavalute!

Sì, avete capito bene: quando questi negozianti hanno bisogno di spiccioli, vanno al Comune, possono parcheggiare tra i viali interni del Municipio, portano le banconote (a volte anche qualche migliaio di euro) all’amico dipendente e se le fanno cambiare in monete da uno o due euro.

E, visto che le voci girano, se un malintenzionato viene a sapere che, ad esempio, uno o più commercianti, di venerdì, hanno cambiato cinquemila euro al Comune depositando banconote e prelevando spiccioli da quella cassaforte nella palazzina 5, sa che, molto probabilmente, a meno di versamenti in banca dell’ultimo momento, in quella cassaforte troverà almeno cinquemila euro in banconote…

A tutela di tutti, sarebbe il caso che una “giostra” del genere si fermasse al più presto…

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