La sede del Centro Serapide di via Annecchino, ad Arco Felice

Ricevo e pubblico*

Almeno 50 famiglie rischiano di perdere, o di vedere drasticamente ridotto, il servizio di assistenza e socializzazione finora offerto dal Centro Serapide di Pozzuoli, operativo dal 1976.

Colpa dei nuovi tetti di spesa definiti dalla Regione Campania. Senza questo supporto, non restano che due scelte: o disabili e familiari restano segregati a casa oppure le famiglie allontanano i disabili, ricoverandoli a tempo pieno.

Il Centro Serapide è una struttura accreditata che opera nel campo dell’assistenza riabilitativa e socio-sanitaria dal 1976. A fronte delle previste valutazioni e autorizzazioni da parte delle strutture competenti (ASL e Comune), nella struttura di Via Annecchino – Pozzuoli – circa 50 pazienti (in condizioni gravi o gravissime) sono stati finora inseriti nel trattamento socio-sanitario (R.S.A. diurna) e ciò ha consentito a loro di avere regolari livelli d’assistenza e socializzazione (dalle 8:30 alle 15:30 dal lunedì al venerdì) ed ai familiari di organizzare e condurre, per quanto possibile, le attività quotidiane e lavorative.

Ora, la situazione sta cambiando, a causa delle nuove disposizioni della Regione Campania (Decreto n° 41 del 2018, comunicazione della ASL NA2 del 16/09/2019 su ex art. 26 L. 833/78), che – in particolare – prevedono l’applicazione di una forte limitazione dei tetti di spesa per il Centro Serapide.

Per effetto di ciò, i pazienti sono dimessi dalla struttura oppure devono sopportare una significativa riduzione del numero di giorni di frequenza (da cinque giorni alla settimana ad un paio di giorni alla settimana).

Si evidenzia che sul territorio flegreo e limitrofo non vi sono strutture che possano accettare nuovi ingressi, data l’insufficienza delle strutture accreditate (ve ne sono appena due nel Comune di Pozzuoli) e dei posti accreditati.

Con l’interruzione dei servizi fin qui erogati, non restano che due scelte: o disabili e familiari restano segregati a casa oppure le famiglie allontanano i disabili, ricoverandoli a tempo pieno.

Situazione analoga si registra nella struttura del Centro Serapide di Villaricca, ove sono erogati servizi di riabilitazione.

Per il personale del Centro Serapide (terapisti e altri addetti), diventato forzatamente eccedente, sono in atto trasferimenti e riduzione dell’orario di lavoro, mediante uno strumento d’integrazione salariale (contratto di solidarietà).

In tale contesto, si constata che nella stessa Regione, la ASL di Salerno (per risolvere problemi analoghi di esaurimento della copertura economica dei trattamenti ex art. 26) ha riconosciuto la necessità di garantire la continuità terapeutica ed ha adottato deliberazioni che prevedono stanziamenti addizionali transitori.

Ci si chiede quindi come mai provvedimenti adottati dalla ASL di Salerno non siano stati previsti dalla ASL NA2.

Non si riconoscono nelle due province gli stessi diritti?

Non si applicano le stesse regolamentazioni?

Per i disabili fin qui assistiti dal Centro Serapide, sul piano sociale è facile comprendere che la notevole discontinuità assistenziale che si sta verificando è causa di notevolissimi disagi, sia per i disabili che per i familiari, già impegnati nell’arduo e gravoso compito di caregiver.

Sul piano economico, invece, si rileva quanto sia assurdo tagliare alcuni costi nell’ambito della spesa sanitaria regionale, quando essi provocano al contempo la crescita dei costi per l’integrazione salariale dei lavoratori (contratto di solidarietà).

Dov’è il risparmio?

Le famiglie chiedono quindi alla Regione Campania di tutelare i diritti dei disabili e di non ridurre i livelli di servizio fin qui erogati (semmai di innalzarli), considerando che i notevoli fabbisogni d’assistenza che insistono sul territorio non sono coperti dal numero esiguo di Centri accreditati e dal numero esiguo di posti accreditati per ciascun Centro.

*Luigi Gasperini (padre di Cristiano)

ECCO COSA HA SCRITTO L’ASL A PROPOSITO DELLA VICENDA

Si è tenuto a Frattamaggiore presso la Direzione dell’ASL Napoli 2 Nord un incontro tra il Direttore Generale dell’ASL Napoli 2 Nord Antonio d’Amore, il Presidente dell’Associazione FISH Campania (Federazione Italiana Superamento Handicap) Daniele Romano, il rappresentante delle 60 famiglie di ragazzi con disabilità seguiti dal Centro Serapide di Villaricca. La riunione ha fatto seguito alla riduzione delle attività del Centro, comunicata nei giorni scorsi dalla struttura di Villaricca alle famiglie dei pazienti.

Dice Antonio d’Amore, Direttore Generale dell’ASL Napoli 2 Nord: “Ho voluto incontrare i rappresentanti delle famiglie e delle associazioni per raccogliere direttamente dalla loro voce la testimonianza di quanto sta accadendo. I nostri servizi avevano comunicato al Centro Serapide che la sede di Villaricca stava effettuando prestazioni sanitarie in numero maggiore rispetto a quanto stabilito per contratto, ciò a potenziale pregiudizio della qualità e della sicurezza dell’assistenza. Alla luce di ciò, è ancora più inaccettabile che la risposta del Centro sia consistita in una drastica contrazione dei servizi. I nostri Dirigenti incontreranno immediatamente i responsabili del Serapide per concordare una rimodulazione delle attività coerente col piano terapeutico personalizzato stilato dagli specialisti.”

L’ASL Napoli 2 Nord ha avviato da anni una profonda riorganizzazione dell’assistenza sanitaria diretta ai pazienti disabili in età evolutiva, attivando una rete territoriale di Neuropsichiatri che si avvale di centri altamente specializzati sull’autismo quali le strutture Blunauti di Qualiano e il PAIDES di Quarto.

Inoltre, da circa tre anni l’Azienda Sanitaria ha attivato il sistema dei Budget di Salute associati ai PTRI (Progetto Terapeutico Riabilitativi Individuali), un modello assistenziale che garantisce la massima personalizzazione delle terapie, in ragione dei bisogni assistenziali del paziente.

La qualità del lavoro effettuato è testimoniata dall’elevato numero di assistiti residenti su territori di altre ASL che scelgono le strutture dell’ASL Napoli 2 Nord per ricevere assistenza.

Ha detto Daniele Romano, Presidente della FISH Campania: “Ringraziamo la Direzione dell’ASL per l’incontro di oggi, nel corso del quale è emersa tutta la disponibilità a garantire un’assistenza di qualità ai nostri ragazzi. Crediamo sia necessario che la Regione Campania programmi la gestione delle risorse in modo più omogeneo, garantendo equità a tutti i territori, in ragione del numero degli assistiti disabili e valutando la qualità dell’assistenza prestata dalle diverse strutture. Non sono pochi i pazienti residenti in comuni vicini a quelli dell’ASL Napoli 2 Nord che preferiscono fare diversi chilometri per ricevere assistenza qui; a fronte di ciò, però, questa ASL riceve minori finanziamenti di altre. Chiediamo, perciò, l’apertura di un tavolo regionale che coinvolga le associazioni dei disabili e dei loro familiari per discutere le modalità di attribuzione delle risorse e i criteri di valutazione della qualità delle prestazioni.”

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