Ricevo e pubblico*

Gentile Direttore, Le racconto una storia accaduta qualche giorno fa.

Dopo tanti mesi di strade semideserte, la normalità che abbiamo tanto agognato sta tornando un passo alla volta.

Insieme alle cose belle, tornano però anche quelle meno piacevoli. La riapertura dei ristoranti “in presenza” ha riportato tante persone sul lungomare Sandro Pertini, e con loro sono tornate le pattuglie della polizia municipale.

Complice il coprifuoco ancora in vigore, rincasare alle 19:30 significa parcheggiare con qualche difficoltà, soprattutto in un giorno prefestivo.

Accade dunque che il primo di giugno parcheggio l’auto in una posizione usata quotidianamente, giorno e notte, da molti anni a questa parte, in corrispondenza dell’uscita della rotatoria al civico 101 di Corso Umberto I.

Mi viene elevata una contravvenzione per divieto di sosta.

La pattuglia della municipale era ancora in zona, quindi sono subito sceso in strada a chiedere spiegazioni all’autore del verbale, che stava sovrintendendo alla rimozione di un altro veicolo, parcheggiato per metà sul marciapiede dal lato interno della strada (quello in regime di ZTL).

In attesa della disponibilità del mio interlocutore, ho domandato delucidazioni agli altri componenti della pattuglia.

Per prima cosa mi è stato spiegato che il mio veicolo aveva commesso la medesima infrazione di quello in corso di rimozione, che -ricordo- era parcheggiato sopra il marciapiede.

La mia espressione perplessa ha causato un cambio di versione: ho appreso che la mia auto era stata oggetto di sanzione perché parcheggiata dal lato dell’uscita della rotatoria, il che costituisce infrazione, diversamente dal parcheggiarla all’ingresso della stessa.

Quindi, secondo uno degli agenti, il Codice della Strada dice questo.

Mentre ascoltavo i dettagli di questa fantasiosa arrampicata sugli specchi, l’autore del verbale, identificatosi come Capitano, mi ha finalmente spiegato che la vera ragione della contravvenzione è la sosta in curva, salvo poi correggersi, menzionando la distanza troppo breve rispetto all’intersezione.

Altro siparietto interessante, in cui i vigili non sono d’accordo sul numero di metri che costituisce la fascia di “rispetto” (forse 5, forse 8).

Dal momento che non credo che a un automobilista sia richiesto di parcheggiare e poi effettuare rilievi con la rondella metrica, mi sono quindi permesso di far notare che in una delle rotatorie del lungomare (chissà perché mai soltanto in una) esiste la segnaletica orizzontale che delimita l’area in cui la sosta non è consentita.

Ho dunque ingenuamente chiesto come mai questo intervento (segnaletica orizzontale chiara) non fosse stato fatto per rimuovere delle situazioni chiaramente equivoche, che inducono il cittadino in errore, e che persistono da anni.

La risposta è stata deprimente: “non è competenza dei vigili” (il virgolettato qui è d’obbligo).

La mia richiesta di cittadino è semplice: avere regole chiare da rispettare.

In fondo non chiedo molto, non chiedo trattamenti di favore, avvisi bonari non seguiti da sanzioni o infrazioni ignorate in modo esplicito e inspiegabile (tutte cose viste con i miei occhi, non certo riportate).

Sapete come è finita la storia?

Ho spostato l’auto e contato fino a 10: a 9 un altro veicolo ha preso il mio posto.

Ho sorriso al sedicente Capitano e sono andato a cercare un parcheggio più fortunato altrove, perché in assenza di regole solo la fortuna può aiutarci.

Nota a margine: nei giorni seguenti la stessa pattuglia, e poi anche altre, si sono dedicate con grande coscienziosità a redigere verbali, come non succedeva da mesi.

Fortuna, dicevamo, perché non ho visto altri veicoli sanzionati in prossimità delle rotatorie, tantomeno nello stesso posto occupato da me in quello sfortunato primo di giugno.

La sanzione, come da prassi, è stata già pagata.

I cittadini per bene fanno così, nonostante tutto.

*Lettera firmata