I bambini sono dei “clienti” esigenti e difficilmente cedono a pietanze o sapori meno invitanti o poco appetibili.

Secondo recenti proiezioni presentate al Congresso Europeo sull’Obesità  di Praga dello scorso maggio, solo in Italia, tra 15 anni, il 20% della popolazione maschile e il 15% di quella femminile sarà obesa.

Nel nostro paese, un bambino su 10 con meno di 5 anni risulta obeso: causa, questa, secondo gli esperti, spesso riconducibile allo stile di vita dei genitori, che giocano un ruolo fondamentale per contrastare uno stile di vita scorretto.

Un elemento decisivo è l’elevato consumo di vegetali fin dalla più tenera infanzia, a fronte di un apporto contenuto di proteine di origine animale.

Tutto inizia con lo svezzamento, una tappa molto delicata sia da un punto di vista nutrizionale che comportamentale.

Gli errori più comuni nella prima alimentazione sono spesso dovuti all’eccesso di formaggio, formaggini e carne, alimenti che appesantiscono il metabolismo del bambino e possono anche orientare le sue preferenze future verso un’alimentazione meno sana.

I bambini percepiscono, fin dall’età di 5 anni, diversi gusti rispetto all’adulto, associando l’amaro al pericolo e il dolce al piacere.

In questa fase, il ruolo della madre deve essere quello di incoraggiare il bambino a provare tutti i gusti, assaggiando la sua “pappa” o associando il pasto con frasi rassicuranti del tipo “arriva la pappa”; insomma dobbiamo creare un legame con il bambino, mantenendo la pazienza ma soprattutto evitando forzature, perché  i bambini sanno riconoscere quando è l’ora di mangiare.

In che modo possiamo orientare i bambini verso una corretta alimentazione?

Un primo passo è ripartire la giusta quantità di nutrienti, in particolar modo nelle prime ore del mattino per affrontare la giornata e i doveri scolastici con il giusto apporto di energia.

Per fare una buona colazione, è importante alzarsi 10 minuti prima, compensando gli effetti del digiuno notturno ma soprattutto eviteremo che durante la giornata il bambino avverta attacchi di fame continua.

Non bisogna assolutamente invertire i pasti: i bambini che mangiano nelle mense scolastiche, tendono a non consumare l’intero pasto (spesso perché non gradito), mentre i genitori che lavorano riservano alla sera il menù completo, favorendo così l’aumento di peso. Durante la notte, infatti, il bambino non ha modo di smaltire le calorie in eccesso.

Che tipo di merenda possiamo scegliere?

L’immagine parla chiaro purtroppo: le merendine, biscotti e altri tipi di dolciumi contengono una quantità di zuccheri semplici che non fanno altro che aumentare il senso di fame; io le chiamo “le calorie vuote”, ovvero che non apportano nutrienti necessari per l’organismo.

Consiglio vivamente a metà mattinata un frutto con uno yogurt (no “fruttoli”) oppure anche dei toast sfiziosi che si preparano in pochi minuti con prosciutto crudo dolce privato di grasso e un formaggio spalmabile se lo gradisce, come un cucchiaino di ricotta (no formaggini) con insalata. Fate attenzione al prosciutto cotto perché contiene lattosio.

L’ idea carina per fare merenda in maniera sana sono i “pancerchi”, tostati con prosciutto accompagnati da succo di arancia fresca.

Sono semplici da preparare: ho utilizzato il pancarrè e ho formato dei cerchi con l’aiuto di un bicchiere, ho spalmato 2 cucchiaini di ricotta, 2 fette di prosciutto e insalata e li ho fatti tostare per qualche minuto.

Per gli adolescenti che il sabato sera sono abituati a frequentare pub, vi consiglio di preparare Hamburger di patate con carote accompagnate da una maionese light!

✔ Maionese: ho amalgamato un vasetto di yogurt greco con 3 cucchiai di olio, pizzico di sale, limone, pizzico di senape e lasciate in frigo
✔ Hamburger: ho schiacciato le patate e carote cotte ho formato le hamburger con 1 cucchiaio di farina di mais. Il tutto in forno.
Potete utilizzare la maionese light  abbinandola allo sgombro o tonno e uova!

Concludo ribadendo che i bambini vanno seguiti sin dalla nascita.

La prima educazione proviene dal nucleo familiare e poi subentra la scuola.

Cercate di capire i loro segnali, non fateli sentire a disagio e rivisitate con loro tutte le pietanze senza stravolgere i loro gusti.

Tutto questo richiede pazienza, dedizione, sacrificio: ma io credo che per i figli ne valga davvero la pena!

foto antonella vaporeDott.ssa Antonietta Vapore

Biologa Nutrizionista

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