C’era una volta (e c’è ancora) su internet un portale attraverso cui ogni potenziale turista può conoscere tutto sulle “bellezze” della Campania. Il sito è quello del Cir http://www.cir.campania.beniculturali.it/, ossia il Circuito Informativo Regionale della Campania per i beni culturali e paesaggistici. A gestirlo è  la direzione regionale del Mibact, ossia il Ministero per i Beni Ambientali, Culturali ed il Turismo, attualmente retto da Dario Franceschini (nella foto grande in alto).

La home page ti spiega che cos’è questo circuito virtuale e ti invita a visitarlo cliccando sulla parola “vai”

Bene. Andiamo.

Veniamo rimandati ad un’altra sezione del portale tematico http://www.cir.campania.beniculturali.it/musei-siti-ed-istituti-del-circuito, in cui, cliccando su vari link, come ci viene spiegato, possiamo accedere ai “siti web culturali dei musei, dei siti e degli istituti appartenenti al circuito www.campaniabeniculturali.it

Ed è proprio quest’ultimo indirizzo che attira la nostra attenzione.

Come mai nel portale non risulta cliccabile?

Eppure, dovrebbe essere importante.

La curiosità ci spinge a compiere una semplice operazione.

Selezioniamo la scritta col cursore, clicchiamo all’interno della scritta selezionata e selezioniamo l’opzione “vai alla pagina www.campaniabeniculturali.it

Un altro clic e scopriamo l’incredibile!

E cioè che il dominio www.campaniabeniculturali.it è diventato di proprietà della società che pubblicizza il casinò e le slot machine on line!!!

E le informazioni sui beni culturali della nostra regione, che fine hanno fatto?

In questo sito non ci sono più.

Abbiamo solo notizie su questo tipo di giochi autorizzati dallo Stato.

Una ricerca piuttosto attendibile fa risalire a dicembre scorso l’acquisto del dominio da parte di chi promuove questa attività.

C’è dunque da immaginare che la proprietà del dominio in questione fosse nel frattempo scaduta e, come avviene in molti altri casi, qualcuno che aveva interesse alla massima visibilità possibile, ha atteso e sperato nel mancato rinnovo da parte del precedente proprietario per impossessarsene legalmente.

Malpensanti non vogliamo esserlo e dunque escludiamo a priori che, alla base di questo “cambiamento” di “padrone” del dominio possa esserci stata una trattativa commerciale più o meno trasparente.

La domanda però, come direbbe qualcuno, sorge spontanea: è mai possibile che, in circa cinque mesi, dal Ministero nessuno si sia accorto di nulla?

Nessuno sapeva che il dominio andava rinnovato in tempo utile per non perderne la proprietà?

Nessuno sapeva che il dominio nel frattempo aveva cambiato “titolare”?

Nessuno sa che il proprietario del nuovo dominio non ha niente a che vedere con le finalità informative del portale?

Nessuno sa che il Ministero, al proprietario del nuovo dominio sta regalando pubblicità (presumiamo costosissima ai prezzi di mercato) almeno fin quando non rimuoverà dal portale la stessa esistenza di quel sito?

Ed ora che tutto è venuto alla luce grazie a “Pozzuoli21”, il Ministero aprirà un’indagine interna per capire come sia potuta accadere una cosa del genere e di chi è la responsabilità?

E tenterà ogni strada legale per riappropriarsi di quel dominio?

Staremo a vedere.

Per ora, non possiamo far altro che provare enorme indignazione.

Non è certo questo il modo con cui lo Stato deve “scommettere” sulle nostre risorse…

PS. Visto che si dovrà intervenire per fare un po’ di pulizia all’interno di questo sito, sarebbe cosa gradita se fossero visibili anche i seguenti link:

http://museoarcheologicocampiflegrei.campaniabeniculturali.it/

http://sbanap.campaniabeniculturali.it/

http://archeopozzuoli.sbanap.campaniabeniculturali.it/

Attualmente sono tutti saltati: un’altra vergogna…

Ministro Franceschini, se ci sei batti un colpo!!!