I Cinque Stelle tengono botta, la Lega non spopola più di tanto, nel Pd si va oltre le aspettative mentre delude Forza Italia. E’ la sintesi dell’esito del voto per le Europee a Pozzuoli.

Le performance dei quattro partiti più attesi alla prova dell’urna hanno delineato un quadro politico con umori contrastanti.

Nei grillini c’è infatti soddisfazione per il 38,6% (+13% rispetto alle precedenti Europee e +21% rispetto al dato nazionale) ma anche un pizzico di rammarico per essere andati sotto, sia pur di poco, rispetto al dato della provincia di Napoli (39,2%).

Dalla Lega invece ci si attendeva un boom più consistente: 2775 voti e l’11% non sono certo poca roba, ma il dato provinciale si attesta quasi al 14% (per non parlare di quello nazionale, al 34%) e dunque anche se si sbanca rispetto alle precedenti Europee (0,6%), il bilancio (tenuto conto dell’apporto di due consiglieri comunali: Cossiga e Cutolo) appare in perdita rispetto ai pronostici della vigilia.

E se Forza Italia piange (con quattro consiglieri comunali coinvolti  – Giacobbe, Maione, Scotto di Minico e D’Orsi – ha racimolato appena il 9% contro il 13,2% della media provinciale e il 17,4% di cinque anni fa), può sorridere invece il Pd, che col suo 28,3% (anche se in calo del 15% rispetto alle ultime Europee, quando però i Dem non avevano ancora iniziato la parabola discendente) ha superato di oltre otto punti percentuali la media provinciale (tra i migliori risultati del comprensorio partenopeo).

Avevamo ampiamente previsto che la concorrenza interna potesse far bene al partito più votato alle ultime comunali e così è stato.

Il braccio di ferro tra Figliolia e Manzoni è finito con 2356 voti per Roberti (sponsorizzato dal Sindaco e dai suoi fedelissimi) e 1813 per Ferrandino (sostenuto dal presidente consiliare).

Se aggiungiamo al dato proFigliolia quello di Cozzolino (1021 voti) diviso per tre (tre erano le preferenze possibili), notiamo che l’area Manzoni ha perso lo scontro con il Capo dell’Amministrazione con un distacco notevolmente inferiore ai 1.500 voti che sembrava essere quello minimo pronosticabile a favore dell’attuale primo cittadino, iperattivo in questa campagna elettorale.

Un segnale non proprio positivo per Figliolia, desideroso di dimostrare che ha i numeri per essere sempre determinante nella vita del Pd e del centrosinistra puteolano.

Infine (perdonateci il gioco cromatico di parole) continua il giallo legato ai Verdi.

Il secondo partito più votato alle comunali, dopo il flop delle politiche va in sofferenza anche alle Europee: stavolta appena il 3% e rispetto alle amministrative di due anni fa sono evaporati quasi 2.300 voti.

Gli ambientalisti puteolani sonnecchiano quando non è in gioco un seggio nel parlamentino civico?

Chissà. Andrà a finire che se Figliolia fa l’accordo con la Lega di Cutolo e Cossiga, i Verdi perderanno anche la poltrona da vicesindaco…

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