domenica, Aprile 21, 2024
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I Libri del Segreto di Melanie Francesca

Da Dubai sbarca a Roma una James Joyce tutta al femminile

Roma, 22 mar. – Melanie Francesca ha pubblicato I libri del segreto con Giorgio Mondadori, un libro di poesia che ha già riscosso notevoli critiche positive da parte del gotha della cultura. La psicologa Maria Rita Parsi ha definito l’artista capace di captare il senso che sta oltre e dentro alle cose, a svegliare l’essere umano alla dimensione spirituale alla scoperta della verità. Una James Joyce al femminile da sorseggiare per aprire le porte all’altezza di là del nostro inconscio”. Anche per il Prof. Vittorio Sgarbi la lingua di Melanie si pone sulla linea di quella dei testi sacri, dei profeti, della Divina Commedia, della grande poesia simbolista che di fatto inaugura la lirica moderna. Se non tutto viene capito, può comunque bastare che venga percepito, l’importante è che il solenne e il criptico lascino a chi ascolta un segno dentro, chiaro e profondo. E per Il Prof. Stefano Zecchi: “È un libro molto bello dal punto di vista della fascinazione letteraria e si capisce che Melanie riesce a gestire molto bene la parola e la struttura linguistica. Libri così si trovano solo andando indietro nel tempo dei grandi filosofi presocratici, dove la comunicazione filosofica avveniva attraverso gli aforismi. Solo per darvi un’idea dell’indiscutibile abilità che c’è nell’utilizzo della parola vi leggo il versetto 122: “Lui le amò l’anima d’isola esile che si legò all’asola d’un ago bucando il lago dell’illimitato”. Ci vuole abilità per dominare le parole in questo modo. Poi il cosa voglia dire, come tutti gli aforismi, è aperto a una marea di possibilità che non definiscono mai una sola interpretazione. Ecco perché è un progetto ambizioso: perché per poter raggiungere una sottolineatura di questo tipo quando si scrive bisogna avere molto coraggio. Il libro è costruito su tre strutture che in realtà rimandano a una visione di tipo metafisico cosmologico con al centro le figure bibliche come Adamo ed Eva, il Paradiso terrestre e l’Apocalisse. Il tratto del disegno è bellissimo, di chi ha fatto l’Accademia di Belle Arti e di chi sa dominare attraverso il segno la comunicazione espressiva.” ll volume infatti è corredato da oltre quaranta disegni dell’autrice, che in alcuni casi riproduce sé stessa, in altri rappresenta soggetti che richiamano i contenuti dei versi. L’editore Carlo Motta, che ha creduto molto in questo progetto, sostiene: “Nella sua cosmogonia apocalittica ci sono animali di ogni tipo, rettili, demoni ma anche angeli, strutture e volti umani rugosi al punto da diventare cortecce d’albero. Città distopiche, figure metà uomo metà automa. Vi si ritrovano i riferimenti alla cultura artistica di Melanie formatasi all’Accademia Belle Arti di Venezia, ma anche al giudizio universale di Michelangelo, le stanze di Raffaello, certi paesaggi lontani di Leonardo, le città metafisiche di De Chirico, una formazione classica che poi lei interpreta nel modo visionario che avete visto. Una personalità articolata e ricchissima che sa raccontare attraverso il suono delle parole, ma anche rappresentare nella manifestazione artistica dei disegni.”I disegni del libro si rifanno al The Box, un’installazione luminosa nata sotto il Patrocinio del Ministro della Cultura degli Emirati Arabi Uniti, che collega la mitologia classica con la comprensione contemporanea ed è frutto della medesima fantasia delirante, onirica, poetica che la Parsi descrive in Melanie, un’autrice capace di far galoppare la mente che parte a mille, senza frontiere.Melanie Francesca è scrittrice, artista, personaggio radiofonico e televisivo. Ha pubblicato 15 libri che spaziano dal romanzo alla poesia, i suoi primi due libri hanno avuto una madrina letteraria d’eccezione: Nanda Pivano che di lei ha scritto: “Se credi a qualcosa la puoi fare. E ce la fai quando non conti più gli errori che hai fatto Melanie ce l’ha fatta ” un battesimo letterario che evidenzia il talento di Melanie. Come artista diplomata all’accademia di belle arti di Venezia ha esposto a Parigi, Milano, Mosca e sotto il patrocinio del Ministro della cultura degli Emirati Arabi Arabi a Dubai e Kuwait.

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