Ricevo e pubblico*

Gentilissimo Direttore, vorremmo far conoscere a tutti l’incubo e il disagio che le famiglie di 16 bambini puteolani stanno vivendo. I nostri figli hanno tutti 3 anni e li abbiamo iscritti al primo circolo didattico di Pozzuoli, plesso “Alfonso Trincone”.

A gennaio entro il 31 abbiamo, come prevede la legge, fornito tutta la documentazione per iscrivere i nostri bambini, abbiamo partecipato a numerose riunioni, in cui ci venivano prospettate e illustrate la possibilità di scegliere due offerte formative una che prevede le 25 ore settimanali e una le 40 ore settimanali, puntando sempre l’attenzione sulla qualità delle 40 ore settimanali.

Nella nostra classe, caro Direttore, su 16 bambini, 12 famiglie hanno scelto le 40 ore settimanali. A settembre abbiamo saputo che la classe dei nostri bambini si era formata come antimeridiana, garantendoci che i bambini potevano lo stesso rimanere a scuola usufruendo delle 40 ore, dividendoli nelle altre classi.

È iniziata la scuola, i bambini si sono ambientati, hanno stretto rapporti tra di loro e hanno imparato a conoscere la loro maestra, ma qualche giorno prima che iniziasse la refezione, ognuna di noi mamme, ha ricevuto la chiamata da parte della segreteria per essere informata del fatto che il proprio bambino non poteva mangiare in quanto la classe è antimeridiana, facendo sì che i nostri figli non possano usufruire dei mille benefici dell’offerta formativa, presentataci all’atto dell’iscrizione e successivamente nelle riunioni, tanto reclamizzata dalla nostra dirigente Angela Palomba.

Così subito ci siamo mosse con ripetute telefonate in segreteria e richieste di colloquio con la nostra dirigente Angela Palomba, ma un giorno ci arriva la telefonata in cui ci viene richiesta un’autocertificazione specificando l’esigenza per il quale il bambino doveva restare a scuola fino alle ore 16 e successivamente un attestato di lavoro di entrambi i genitori.

Con molto sgomento ognuna di noi si presenta in segreteria perché a nessuna di noi era stato detto che i bambini avrebbero potuto usufruire delle 40 ore settimanali solo se entrambi i genitori avessero presentato gli attestati di lavoro.

Quindi, su 16 bambini, solo uno ha potuto godere del beneficio delle 40 ore settimanali, in quanto entrambi i genitori hanno presentato gli attestati di lavoro.

Tale bambino alle ore 13 viene spostato presso un’altra classe, per continuare la normale attività didattica, senza valutare in alcun modo traumi subiti dallo stesso bambino e causati da tale procedura.

E, caro Direttore, gli altri??? Questa è la scuola pubblica o no?

Se ognuno di noi avesse l’opportunità di lavorare, magari avremmo iscritto i nostri bambini ad una delle tante scuole private che ci sono sul nostro territorio.

I nostri figli hanno un destino già segnato dalle situazioni economiche e sociali in cui versa la nostra società e non usufruiscono dell’opportunità che hanno i figli di chi lavora con regolare busta paga: questa non si chiama discriminazione???

Siamo in una società cosi attenta a non discriminare le differenze religiose e di colore, e poi ci ritroviamo in una situazione così assurda e squallida.

Questa è la scuola pubblica o è la scuola che cura solo una piccola nicchia della società e noi (il resto) serviamo solo a fare numero in modo che tutta la giostra possa girare sempre per restare in equilibrio?

Chiediamo urliamo e cercheremo con tutte le forze AIUTO perché tutti i bambini possano avere gli stessi diritti senza far subire traumi causati da questa orrenda procedura.

*Seguono firme di 10 mamme di alunni della sezione C Infanzia del plesso “Alfonso Trincone”