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I “pensionati d’oro” sono più di 100mila

a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

Si torna a parlare di “pensioni d’oro” e riesplode la polemica. I superpensionati sono oltre centomila e costano allo Stato più di 13 miliardi l’anno. Lo ha recentemente riferito il sottosegretario al Welfare, Carlo Dell’Aringa, rispondendo in commissione Lavoro della Camera a un’interrogazione di Deborah Bergamini (Pdl), fornendo risposte precise e puntuali in merito alle cifre degli assegni corrisposti, senza però indicare i nomi dei super ricchi titolari. In cima alla lista dovrebbe esserci Mauro Sentinelli, ex manager e ingegnere elettronico della Telecom, ideatore del servizio prepagato Tim Card, che percepisce la pensione più alta erogata dall’Inps: 91.337,18 euro lordi mensili, ovvero circa 3.000 euro al giorno. Misterioso il super pensionato al secondo posto, con 66.436,88 euro, mentre al terzo con circa 51.781 euro, dovrebbe esserci Mauro Gambaro, ex direttore generale di Interbanca e di Inter Football Club. Alberto De Petris, ex di Infostrada e Telecom, con 51 mila euro dovrebbe essere il quarto, seguito da Germano Fanelli, fondatore della Octotelematics. E’ appena il caso di segnalare al riguardo, che, nel corso del 2012, l’Inps ha in generale speso per le pensioni, pubbliche e private, complessivamente 261,3 miliardi di euro; il 34,4% in più rispetto ai 194 miliardi del 2011, somma “imputabile quindi quasi integralmente all’incorporazione degli Enti soppressi”. Di questi, infatti, circa 63,3 miliardi si riferiscono a trattamenti di quiescenza ex-Inpdap ed ex Enpals. Almeno secondo quanto si legge nel rapporto Inps che ricorda come l’istituto di previdenza paghi ogni mese, fra private e pubbliche, circa 21,1 milioni di prestazioni pensionistiche, di natura sia previdenziale sia assistenziale, a più di 15,9 milioni di cittadini.

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