Un duro post su Facebook per annunciare la fine di un’avventura imprenditoriale. E’ così che la pizzeria “PizzaNova”, al corso Umberto, ha voluto far sapere di essere arrivata al capolinea.  Individuando nell’unico colpevole di questo triste epilogo la volontà politica dell’Amministrazione Comunale.

Abbiamo cercato di capirne di più intervistando il 28enne titolare del locale, Ferdinando Guido.

Ferdinando, con i tuoi collaboratori dovevate rientrare il 30 gennaio dopo 24 giorni di ferie. Invece, hai deciso di mollare. Perché?
Il motivo è semplice. Non potevo continuare a perdere 20mila euro al mese senza avere la possibilità di incassare ciò che era nelle nostre potenzialità.

Cosa è mancato per coprire i costi di gestione?
E’ mancato ciò che è scritto sulla nostra pagina Facebook. E’ mancato un governo del territorio di buon senso e attento alle necessità degli imprenditori. Col tempo, purtroppo, mi sono reso conto che a Pozzuoli, chi investe del denaro, viene messo nelle condizioni di dover scappare, così come ho fatto io oggi e tanti altri prima di me. E come, temo, purtroppo, faranno anche altri anche dopo di me.

Stai dicendo che sei stato ostacolato dal Comune nella tua libertà di iniziativa? E’ grave.
Sarà anche grave ma è la pura verità. Il mio locale aveva 35 posti a sedere all’interno, ma con lo spazio esterno per il quale pagavo l’occupazione di suolo, poteva arrivare ad ospitare altri 100 clienti. E io sono stato costretto a dover rinunciare a questa opportunità, pur offrendo un prodotto apprezzatissimo.

Ferdinando Guido, titolare di “PizzaNova”

Perché?
Perché di punto in bianco l’Amministrazione ha deciso che i dehors come ce l’avevo io dovevano essere modificati. E quindi, visto che, per motivi di salute, non avevo fatto in tempo a presentare il progetto di adeguamento, ho subìto una chiusura e l’ordine di rimozione della struttura. Eravamo in estate, il pressing dei vigili è stato asfissiante, fin quando non ho tolto ciò che si doveva togliere, a differenza di qualche mio collega che, non so come, con lo stesso mio provvedimento, ha potuto continuare a lavorare senza dover eliminare nulla. Sono andato avanti ospitando la clientela all’esterno finché le condizioni meteo lo hanno consentito, nel frattempo ho chiesto di poter montare un dehors con tutte le prescrizioni imposte dal Comune. Mi costava 30 mila euro ma lo dovevo fare e quindi ho presentato il progetto.

E com’è andata a finire?
Mai avuto risposte. Risultato: da ottobre in poi ho potuto lavorare solo all’interno della sala e, inevitabilmente ho perso quasi tutti i miei clienti, perché non c’era spazio per ospitarli e la maggior parte di essi era disposta ad aspettare che si liberasse il tavolo una volta, due, ma poi alla terza non tornava più. Per disperazione, a dicembre, ho fatto installare un tendaggio esterno, per poter lavorare anche fuori, ma una bufera di vento se l’è portato via. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Tra spese fitto, stipendi ad otto dipendenti regolarmente inquadrati, utenze e fornitori, era da folli andare avanti essendo obbligato a  sfruttare solo il 25% delle potenzialità del locale.   E ho dovuto decidere di mettere un punto. Pensate: facendo i conti, ho scoperto che, da quando ho investito in questa attività, solo per un mese  sono riuscito a portare a casa uno stipendio, tutte le altre volte ci ho rimesso. E sono fortunato, perché alle spalle ho una famiglia economicamente solida, che mi ha aiutato a tamponare questa emorragia fin quando è stato ragionevole farlo. Ma chi si trova nella mia situazione e non può usufruire di nessun supporto da parenti o amici, che fine deve fare? Indebitarsi a vita? Ricorrere agli usurai? Chiudere subito? Ammazzarsi? A volte mi chiedo anche come facciano ad andare avanti in silenzio tanti miei colleghi che hanno avuto ed hanno ancora i miei stessi problemi…

Tu non sei puteolano. Sei in qualche modo pentito di aver investito nella nostra città?
Pentito è dire poco. E’ stato un errore enorme. Pozzuoli mi ha stregato come posto, ma purtroppo è governata da persone che non fanno nulla per aiutare il commercio, anzi forse lo considerano un peso. Io i clienti li avevo conquistati grazie ad un lavoro di squadra eccezionale. Le nostre pizze e le nostre frittatine, ma anche la cortesia e l’educazione del nostro personale erano sulla bocca di tutti. I clienti li ho persi perché non mi è stata data l’opportunità di accoglierli e, diciamo tutta la verità, anche perché, grazie agli orari della Ztl e alla quasi totale impossibilità di parcheggiare nel fine settimana, preferivano andare altrove piuttosto che tornare a casa con una multa salata da pagare.

Adesso che farai?
Non lo so. Aspetto di capire quanto posso ricavare dalla dismissione della pizzeria. Forse venderò anche la casa che avevo comprato qui pensando di poterci restare tutta la vita  e me andrò a vivere e a lavorare in un’altra città, magari meno bella di Pozzuoli, ma amministrata da chi crea le condizioni per consentire a un giovane di costruirsi un futuro scommettendo su se stesso.

Commenti