E’ stato un pomeriggio di fuoco su Facebook per il consigliere comunale Enzo Pafundi, che, nel suo ruolo di commerciante, si è visto pesantemente attaccato a causa del costo delle mascherine in vendita nella sua attività, “Baby Griffe” di via Solfatara.

Un cliente ha infatti postato la foto di questo dispositivo di protezione individuale e lo scontrino di 7.90 euro.

L’immagine è diventata subito virale tra i puteolani, al punto che, per Pafundi, è stato invocato l’intervento della Finanza e, addirittura, del sindaco Figliolia, che proprio oggi aveva promesso di contattare le Fiamme Gialle contro chi ha approfittato del coronavirus per alzare i prezzi dei prodotti in vendita.

Il negoziante prestato alla politica, appena venuto a conoscenza delle polemiche che si stavano scatenando a sua insaputa, ha chiarito la situazione: “Ho una fattura che prova l’acquisto di queste 180 mascherine da parte mia al prezzo di 6,78 euro ciascuna. Siccome  nella mia attività si pagano le tasse, si fanno gli scontrini e si lavora 12 ore al giorno mettendo a rischio la mia salute e quella della mia famiglia, non mi sta bene che si facciano polemiche su mascherine ffp2 con tanto di certificazione europea che io vendo alla clientela con un ricarico onesto e leale”.

 

Enzo Pafundi

Il conto è presto fatto. Ci guadagno  1 euro e 12 centesimi al pezzo – prosegue Pafundi ossia il 16,5% in più del prezzo di acquisto all’ingrosso, quando su questo prodotto si può applicare fino al 30% di ricarico. In tutta Pozzuoli queste mascherine non ce le ha nessuno, le ho vendute quasi tutte  e avrei potuto approfittare della situazione, pubblicizzando di più questa opportunità e fissando qualsiasi prezzo. Non l’ho fatto perché sono una persona corretta e, nella circostanza specifica, ho ritenuto utile offrire un servizio ai miei concittadini. Evidentemente, qualcuno non lo ha capito e me ne dispiace. Però non finisce qui. Farò leggere ai miei legali i post in cui sono stato attaccato: se ci saranno i presupposti mi tutelerò legalmente da chi mi ha ingiustamente accusato di aver speculato”.