Tassa sui rifiuti annullata e condanna al pagamento di 300 euro di spese processuali per Equitalia e Comune di Pozzuoli.

E’ il verdetto depositato cinque giorni fa dalla 22^sezione della commissione tributaria provinciale di Napoli (presidente Adele Regina, relatore Marcella Suma, giudice Domenico Airoma) in favore dell’avvocato puteolano Lorenzo Sozio.

Dal 32enne penalista, infatti, attraverso la società “Geset” (consorziata con Equitalia) che ne cura gli accertamenti tributari, il Municipio di via Tito Livio pretendeva il pagamento della spazzatura per gli anni 2011 e 2012 presso lo studio legale di Sozio, presumendo che il professionista svolgesse lì la sua attività fin dal 2011.

Una presunzione di “imponibilità” che però è stata sconfessata dai giudici tributari, ai quali né la Geset-Equitalia  né il Comune ha saputo dimostrare che in quell’ufficio vi fosse lo studio legale fin dal periodo sottoposto a tassazione per l’immondizia.

Il contenzioso inizia ad agosto dello scorso anno, quando, presso il suo studio legale, Sozio riceve, da Geset-Equitalia, una richiesta di fornire le planimetrie dei locali occupati, in modo che la società incaricata dal Comune potesse calcolare la tassa sui rifiuti dovuta da quell’ufficio in base alla metratura dichiarata dal professionista.

Il 2 settembre 2015, Sozio invia i dati richiesti alla società, indicando, attraverso un proprio tecnico di fiducia, anche i metri quadrati occupati dallo studio legale in quell’immobile.

Per tutta risposta, il 1 dicembre, Sozio riceve un avviso di accertamento per mancato pagamento della Tarsu per uffici relativamente a quello studio legale, negli anni 2011 e 2012.

Totale: 346 euro.

Sozio, il 12 maggio di quest’anno presenta ricorso presso la commissione tributaria provinciale di Napoli, contro Geset-Equitalia e Comune di Pozzuoli per vedersi annullato quell’avviso di accertamento.

L’avvocato infatti, tra i tanti motivi di contestazione addotti, sostiene soprattutto due cose: che occupa come studio legale una porzione di quell’immobile soltanto dall’8 gennaio 2015 e, addirittura che, alla data imputatagli per omessa denuncia negli anni 2011 e 2012 non era ancora avvocato e non svolgeva alcuna attività professionale, per cui non aveva alcuno studio presso il quale svolgere la professione per la quale non era ancora abilitato”. Geset-Equitalia sostiene invece che Sozio è avvocato dal 2011 in quanto lo stesso Sozio risulta, da quell’anno, titolare di partita iva per esercitare quella professione.

Ma ciò non basta, secondo la commissione, a dimostrare che Sozio eserciti realmente la professione dal 2011 e che già dal 2011 l’abbia svolta nella porzione di immobile attualmente adibita a studio legale.

Il giudice tributario scrive infatti che “non vi è alcuna prova che Sozio svolge l’attività di avvocato sin dal 2011” e che per fornire questa prova “non può ritenersi idonea l’iscrizione all’Albo” e neppure “l’apertura di partita iva”.

Atti che, secondo il giudice, precedono “l’avvio di un’attività ma che non coincidono necessariamente con l’apertura di uno studio professionale, sulla cui epoca di origine nessuna prova è stata fornita”.

Di qui, l’annullamento dell’avviso di accertamento e la condanna, per Geset-Equitalia e per il Comune (benché quest’ultimo avesse chiesto di veder riconosciuta la propria estraneità al giudizio sostenendo che il contenzioso dovesse riguardare soltanto il contribuente  e l’accertatore/riscossore)  al pagamento delle spese processuali.

L'avvocato Lorenzo Sozio
L’avvocato Lorenzo Sozio

“La sentenza della Commissione tributaria ha sancito l’illegittimità del singolare accertamento più che presuntivo che la fiscalità locale voleva imporre ai professionisti e alle altre categorie commerciali ed artigianali – commenta l’avvocato Sozio Arbitraria e dal tono inquisitorio è la richiesta di pagamento di una tassa per anni addietro rispetto a quando si è denunciata l’occupazione di un immobile. Non è mai disonesto colui che lamenta per via giudiziaria una illegittimità della mano pubblica”.

Il precedente consentirà a Sozio di vedersi annullate, in futuro, anche le tasse sui rifiuti richieste al suo studio legale dal Comune di Pozzuoli relativamente agli anni 2013 e 2014, ma è importante per tutti i titolari di partita iva.

I quali devono sapere che l’onere della prova è a carico di chi “accusa” anche nel processo tributario.