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Il Comune fa i “giochi di prestigio” con le delibere: nessuno indaga?

Ormai si sono superati tutti i limiti della decenza e ce n’è davvero abbastanza affinchè chi di dovere apra una seria ed approfondita inchiesta sulla gestione dell’Albo Pretorio on line del Comune di Pozzuoli e, in generale, sulla trasparenza nella pubblicità degli atti prodotti dal Municipio.

Come se infatti non bastassero le continue segnalazioni da parte dei cittadini più attenti su ripetute violazioni delle norme che regolano l’accesso ai documenti di pertinenza degli organi di governo locale, è a dir poco scandaloso ciò che, proprio in queste ore, sta accadendo con una delibera di Giunta, la numero 3 del 22 gennaio scorso.

La delibera di Giunta numero 3, incredibilmente duplicata con due oggetti diversi...
La delibera di Giunta numero 3, incredibilmente duplicata con due oggetti diversi…

https://www.pozzuoli21.it/rione-terra-il-comune-da-i-numeri-e-fa-sparire-una-delibera/

Delibera affissa all’Albo Pretorio venerdì scorso 6 febbraio col numero di registro 368 e con il seguente oggetto: “Approvazione dello schema di contratto, per scrittura privata, di  comodato d’uso dei locali al primo piano dell’insula 22 al rione Terra, individuati per ospitare gli uffici delle Dogane – Servizio Operativo Territoriale di Pozzuoli – e del distaccamento della Guardia di Finanza di Pozzuoli”.

Delibera al cui interno però figurava un contenuto diverso dal suo “oggetto”, e cioè la “Approvazione dello schema di contratto, per scrittura privata, di comodato d’uso dei locali ubicati nelle insule 23 e 25 del rione Terra, individuati per ospitare gli uffici del Consorzio Rione Terra, attualmente ubicati nell’insula 7 (Palazzo Di Fraja)”.

Un pasticcio incredibile, di cui non si conosce la motivazione.

Un pasticcio che, tuttavia, il Comune ha pensato di risolvere nel modo peggiore, facendo “sparire” quella delibera dall’Albo Pretorio fino a stamattina.

Soltanto oggi, lunedì 9 febbraio, infatti, la delibera di Giunta numero 3 del 22 gennaio scorso è “miracolosamente” ricomparsa nell’Albo Pretorio on line, ma in modo del tutto illegale.

Trattandosi, infatti, di una delibera con lo stesso numero e la stessa data di quella prima pubblicata e  poi sparita, è chiaro che non si tratta di una nuova delibera, ma della stessa delibera modificata!

Già questo particolare basterebbe a far prefigurare inquietanti ipotesi, giacchè è tassativamente vietato dalla legge modificare, anche parzialmente, delibere già pubblicate.

Se si sbaglia una delibera, la norma prevede che vada revocata e riscritta una nuova corretta.

Non solo: la seconda stesura della delibera presenta un altro numero di registro, ossia il 396.

E il numero 368 che “registrava” la prima stesura della delibera, che fine avrà mai fatto, visto che non compare più all’Albo Pretorio, né tra i documenti in pubblicazione né tra quelli archiviati?

Anche lasciare “buchi” nei numeri di registro degli atti pubblici è tassativamente vietato dalla legge.

Ed è anche facile comprenderne il motivo: perché, in teoria, i numeri di registro “vacanti” potrebbero essere utilizzati per occultare “atti scomodi” in modo da farli figurare, al momento opportuno, regolarmente affissi e pubblicati!

La seconda versione della delibera numero 3 del 22 gennaio, riporta nell’oggetto quello che doveva essere evidentemente indicato nella prima versione, e cioè   la  “Approvazione dello schema di contratto, per scrittura privata, di comodato d’uso dei locali ubicati nelle insule 23 e 25 del rione Terra, individuati per ospitare gli uffici del Consorzio Rione Terra, attualmente ubicati nell’insula 7 (Palazzo Di Fraja)”.

E non sapremo mai, invece, il vecchio oggetto della prima stesura della delibera (“Approvazione dello schema di contratto, per scrittura privata, di  comodato d’uso dei locali al primo piano dell’insula 22 al rione Terra, individuati per ospitare gli uffici delle Dogane – Servizio Operativo Territoriale di Pozzuoli – e del distaccamento della Guardia di Finanza di Pozzuoli”) a quale provvedimento si riferisca, se ad uno già approvato in passato o ad uno ancora da ratificare ma nella “mente” dell’Amministrazione.

Non meno grave il fatto che tra la prima e la seconda stesura della delibera numero 3, ci siano altre due anomalie: la penultima pagina (e cioè la richiesta dei nuovi locali da parte del Consorzio Rione Terra) è sparita nel nulla e, nell’ultima pagina, è stato cambiato l’attestato di pubblicazione: lasciato in bianco nella prima “versione”, ora porta la data del 9 febbraio.

La richiesta di nuovi locali da parte del "Consorzio Rione Terra": è nella prima stesura della delibera ma non nella seconda...
La richiesta di nuovi locali da parte del “Consorzio Rione Terra”: è nella prima stesura della delibera ma non nella seconda…
L'ultima pagina dell prima stesura della delibera: non ci sono date nell'attestato di pubblicazione...
L’ultima pagina della prima stesura della delibera: non ci sono date nell’attestato di pubblicazione…
L'ultima pagina della seconda stesura della delibera: nell'attestato di pubblicazione figura la data di oggi, 9 febbraio...
L’ultima pagina della seconda stesura della delibera: nell’attestato di pubblicazione figura la data di oggi, 9 febbraio…

Al Municipio, insomma, hanno combinato un macello!

Eppure, la norma parla chiaro.

Le linee guida per i siti web della pubblica amministrazione, a proposito della modalità di pubblicazione dei documenti nell’Albo on line, stabiliscono, tra le altre cose, che:  tutti i documenti inseriti devono essere numerati in ordine cronologico in base alla data e l’ora di inserimento nell’albo proprio. Il numero progressivo, univoco per anno, deve essere generato in automatico dal sistema e deve essere immodificabile”.

E, inoltre, che  i documenti che entrano nella fase di pubblicazione non devono essere più modificabili da nessun soggetto. Deve essere fatta salva la sola possibilità di annullamento del documento, che deve rimanere comunque in pubblicazione per il periodo indicato, ma deve riportare chiaramente e ben visibile la dicitura che è stato annullato dal Responsabile del procedimento di pubblicazione o dal Responsabile del procedimento che ha generato l’atto. I documenti annullati devono rimanere conteggiati nel Repertorio di pubblicazione con l’indicazione dello stato di documento annullato”.

E’ evidente che il Comune di Pozzuoli, nel caso specifico, se n’è altamente infischiato della legge in materia.

Alla Prefettura e alla Magistratura non interessa tutto ciò?

E non interessa nemmeno ai consiglieri comunali?

Staremo a vedere.

(nella foto-copertina, la delibera di Giunta numero 3 del 2015 , con due oggetti diversi…)

 

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