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Il Comune ha rischiato di perdere i “grattini”

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“Per un acino di sale, si perde la minestra”. Non esiste un proverbio più idoneo per rappresentare ciò che di davvero incredibile è accaduto al Comune negli ultimi tre mesi.

Per non riuscire a pagare una cifra davvero irrisoria, il Municipio, infatti, ha rischiato di perdere la possibilità di incassare una cifra dieci volte superiore a quella da spendere.

La vicenda è quella dei “grattini” per la sosta.

Tagliandi per poter parcheggiare nelle strisce blu che, come tutti sanno, non sono erogati soltanto dai 12 distributori automatici disseminati tra il centro storico e via Napoli (quando le macchinette risultano funzionanti o non sono “oggetto” delle “attenzioni” di ladri e vandali sempre pronti a scassinarle o addirittura a sradicarle dall’asfalto per poi svaligiarle con “comodo” lontano da occhi indiscreti), ma anche presso alcune rivendite autorizzate.

Attività commerciali che si prestano alla vendita dei “grattini” (con un guadagno del 5%) sia per incrementare i propri incassi attirando ulteriori clienti, sia per offrire un servizio a chi non vuole mettersi ogni volta alla ricerca del parchimetro e preferisce acquistare i tagliandi anzitempo in modo da esserne sempre provvisto per qualsiasi evenienza.

Ma, come ogni fornitura commerciale, anche questa dei “grattini” non è eterna e, prima o poi bisogna rinnovarla.

A dicembre, il Municipio si accorge che le scorte di magazzino si stanno esaurendo e dunque bisogna ordinare la stampa di altri “grattini” onde evitare di “respingere” i negozianti che ne faranno richiesta, pagandoli peraltro anticipatamente con uno sconto di 5 centesimi a tagliando: soldi freschi che, dunque, entrano nelle casse dell’Ente.

Certo, non tanti soldi, ma almeno sicuri.

Accade dunque che la burocrazia comunale si mette in moto per risolvere il problema.

Servono però oltre due mesi affinchè il dirigente preposto alla mobilità riesca a trovare in bilancio i fondi per coprire questo impegno di spesa necessario a chiedere al fornitore di fiducia del Comune la stampa e la consegna di 40mila “grattini” per la sosta.

A quanto diamine mai ammonterà questa spesa, vi chiederete, se occorre tutto questo tempo per reperirne la disponibilità nelle casse dell’Ente?

Ebbene, stiamo parlando di appena 3.630 euro, i.v.a. compresa (7,5 centesimi per ogni “grattino”), un prezzo peraltro che la ditta fornitrice del servizio (un’industria grafica napoletana)  mantiene invariato già da alcuni anni a beneficio del Municipio puteolano.

La cifra occorrente viene trovata all’interno dell’esercizio provvisorio di bilancio: e così, finalmente, la fornitura del 40mila “grattini” viene autorizzata con la determina numero 357 del 27 febbraio.

Un investimento ben ripagato, visto che, a fronte di 3.630 euro spesi, il Comune di euro ne incasserà certamente 38.000, ossia il ricavato complessivo della vendita di tutti i grattini (al costo di 95 centesimi ciascuno) ai commercianti che,  un po’ alla volta, durante l’anno, ne fanno richiesta, peraltro, pagando anticipatamente e in contanti.

Tutto è bene quel che finisce bene?

Manco per niente!

Soprattutto nelle ultime settimane, i negozianti che stavano esaurendo (o avevano già terminato) la scorta di tagliandi e non sapevano più come accontentare i propri clienti “abituali”, si sono recati infatti più volte al Municipio con i soldi in tasca per comprare i nuovi “grattini” e si sono sentiti rispondere dall’ufficio Economato che la fornitura, sia pure già ordinata, non era ancora materialmente disponibile.

Il disagio sembrava essere motivato dal fatto che al Comune hanno impiegato oltre due mesi per far uscire dalle proprie disastrate casse una somma davvero irrisoria se si pensa a tutte le spese che quotidianamente sostiene l’Ente e che sono visibili a chiunque consulti l’Albo Pretorio on line nella sezione dedicata alle determine dirigenziali.

Ma, col passare dei giorni, si è scoperto invece che il problema era un altro, e ben più grave di quanto ipotizzato inizialmente.

La ditta incaricata della stampa dei “grattini” aveva, infatti,  comunicato informalmente che i nuovi tagliandi erano pronti per la consegna, ma che non sarebbero stati recapitati al Municipio se prima non fosse stata liquidata la fornitura precedente.

In pratica, a questa impresa è stato commissionato un nuovo lavoro senza che le fosse pagato il “vecchio”, ossia una fornitura di eguale entità (40mila “grattini” al costo di 3.630 euro, i.v.a. compresa) autorizzata dal Comune con una determina dirigenziale (la numero 997) del 18 maggio dell’anno scorso.

Precedente fornitura per la quale, peraltro, era stato disposto il pagamento già dal 28 novembre 2012.

Una situazione incresciosa.

Non tanto e non solo per la tempistica della liquidazione del compenso pattuito (al Municipio non si meravigliano di questo aspetto e sussurrano infatti che tra i fornitori c’è chi sta sopportando attese molto più lunghe…) ma proprio per la modesta entità del “contendere”.

Stiamo parlando di 3.630 euro: soldi che nel bilancio di un Ente che amministra una città di 80mila abitanti  rappresentano poco più che spiccioli e che, però, soprattutto in periodi di crisi economica come questo, possono diventare di vitale importanza per qualsiasi azienda.

Ma soprattutto soldi necessari per farne incassare in quantità decuplicata al Municipio: dunque, denaro sicuramente ben speso e che, in teoria, avrebbe dovuto beneficiare di una certa priorità nell’essere pagato a chi di dovere (anche se i mandati di pagamento vengono liquidati secondo l’ordine cronologico).

Invece niente.

E il malcapitato fornitore, pur di ottenere un proprio sacrosanto diritto, si è visto costretto a manifestare la propria assoluta indisponibilità alla consegna dei “grattini” se il debito contratto dal Comune 10 mesi fa nei suoi confronti non fosse stato immediatamente saldato.

Il braccio di ferro, per fortuna, si è risolto giovedì con la consegna dei “grattini” in Municipio dopo che al Comune hanno formalizzato il mandato di pagamento a favore di quell’impresa almeno per i  soldi “vecchi” (e non osiamo immaginare quanto lo stesso fornitore dovrà penare per ottenere il compenso di quest’ultima stampa), cosicchè i commercianti sono nuovamente in condizione di acquistare i tagliandi per la sosta e metterli a disposizione degli automobilisti e il Municipio incasserà denaro fresco da questo servizio.

Vissero tutti felici e contenti?

Macchè!

Se questo è il modo con cui il Comune tratta le proprie ditte di fiducia per cifre minime e con tutto l’interesse che dovrebbe avere a pagare somme destinate a produrre un’entrata in bilancio, non osiamo immaginare cosa avvenga per tutto il resto.

Una cosa è certa: bisognerà evitare che per la fornitura dei “grattini” si ripeta quanto appena accaduto.

Soprattutto in vista dell’accordo che l’Amministrazione sta stipulando con i sindacati dei commercianti per ampliare la platea delle attività autorizzate alla vendita di questi tagliandi, con un margine di guadagno raddoppiato (il 10%) per gli esercenti e la consegna a domicilio da parte del Comune direttamente nei negozi.

Se, come sembra, questa intesa sarà presto ratificata, sarebbe opportuno che il Municipio si attrezzasse per evitare figuracce del genere nei confronti di un numero molto maggiore di persone rispetto ad ora.

(da “Il Corriere Flegreo” del 6 aprile 2013)

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