Ricevo e pubblico

Anni fa, durante il periodo in cui la città fu amministrata dal sindaco, professor Aldo Mobilio (in carica dal 1993 al 1997), mi fu richiesto, dallo stesso Primo Cittadino, in forma amichevole, di dipingere lo stemma civico su una tela, affinchè se ne potessero stampare delle copie da appendere in uffici e stanze di interesse pubblico (assessorati, dirigenti, scuole, uffici, eccetera).

Naturalmente realizzai il lavoro (raffigurato nella foto grande in alto) e le stampe sono ancora visibili in vari uffici (però non mi fu restituito l’originale…).

In quel periodo, parlando con alcuni addetti del Comune, mi fu riferito che il nostro stemma civico non era stato ancora dichiarato a chi di dovere.

Il fatto mi turbò non poco.

Negli anni successivi, a varie riprese, domandavo sempre di questa storia, se nel frattempo fosse stata risolta.

La risposta era sempre la stessa: “…Maestro! ‘O Comun’ nun ten’ ‘e sord’ ppe’ marc’ da bollo!!”.

Mi domandavo.. “ma quanto costano stì marc’ da bollo? Mah!”

Comunque sia, poche settimane fa, rifaccio la domanda e la risposta era sempre la stessa. Pensai: “Qua voglio capire!”.

Ne parlai con l’amico Giuseppe Peluso, anche lui appassionato di Storia Patria come me.

Gli dissi che a Roma esiste un Ufficio Araldico, dove vengono registrati gli stemmi civici delle città, e se poteva interessarsi nel capire la problematica.

Il buon Giuseppe, di buona lena, chiede lumi presso l’ufficio romano, mediante fax, in data 11 novembre 2013.

Aspettiamo la risposta, che dopo pochi giorni arriva, tramite fax, e che pubblico integralmente.

Dice il Peluso, rivolgendosi al sottoscritto: “Antonio, oggi, ho ricevuto dal dottor Francesco Galetta (direttamente da palazzo Chigi a Roma) la seguente e-mail in risposta della nostra”.

“SERVIZIO ONORIFICENZE e ARALDICA c/o PRESIDENZA CONSIGLIO GOVERNO ITALIANO (ROMA ) ..Egregio sig. Peluso, si fa riferimento a quanto richiesto con e-mail dell’11 novembre u.s. e si comunica che, agli atti di questo ufficio, risulta che il Comune di Pozzuoli non ha mai chiesto, conseguentemente, non ha mai ottenuto una concessione dei suoi emblemi”.

A margine di tutto questo,si elencano i documenti richiesti per  “ufficializzare” il nostro stemma civico.

1) Istanza firmata dal Sindaco in carta libera, diretta al Presidente della Repubblica, tesa ad ottenere la concessione dello stemma e gonfalone.

2) Istanza firmata dal Sindaco, in carta da bollo, diretta al Presidente del Consiglio dei Ministri, dell’identico contenuto del precedente.

3) Copia della delibera del Consiglio Comunale, contenente la volontà di dotarsi di uno stemma o gonfalone.

4) Marca da bollo di euro 14,62.

5) Cenni storici del Comune di Pozzuoli.

6)Bozzetti degli emblemi richiesti.

Insomma,questo è quanto.

In pratica, il nostro stemma non è stato mai ufficializzato.

Di certo non è abusivo: ma, intanto si aspetta da decenni la sua registrazione.

Non è il caso ora di descrivervi o raccontare la storia del nostro stemma, del quale abbiamo notizie appena dopo l’eruzione di Monte Nuovo (1538) e disegnato nelle forme attuali verso la fine dell’800.

Forse è l’assessore Alfonso Trincone, in collaborazione con il sindaco Vincenzo Figliolia che potrebbe attivarsi per proporre il tutto in Consiglio Comunale ed in seguito avviare la pratica burocratica.

Questo è il fatto !

Magari, al momento opportuno, riprenderemo il discorso sulla storia ed il significato simbolico del nostro stemma civico.

Antonio Isabettini