Sulle magliette rosse, l’Italia si è spaccata in due. Chi l’ha indossata è stato tacciato di essere un buonista radical chic di sinistra e chi le ha criticate è stato bollato come fascista  xenofobo.

Di qui alla  divisione tra oppositori e sostenitori dell’attuale governo, il passo si è rivelato molto breve.

Ma la “regola”, anche nelle “etichette”, vuole sempre le sue eccezioni.

E così abbiamo scoperto che ad aderire alla campagna lanciata il 7 luglio da don Luigi Ciotti e da Libera  “per un’accoglienza ai migranti capace di coniugare sicurezza e solidarietà” c’era anche la puteolana Paola Nugnes, senatore del Movimento Cinque Stelle.

Risultato? Una valanga di critiche (e anche qualche insulto) sul suo profilo Facebook, dove cinque giorni fa la Nugnes ha mostrato orgogliosamente l’indumento “incriminato”.

“Quando si dice coerenza con la linea del Governo di cui fa parte il m5s !! La politica è fatta per la gente tosta, non per le banderuole. Perché non ha indossato il rosso quando dal 2015 al 2018 morivano nel Mediterraneo 7012 migranti??”, ha scritto Giuseppe R.

“Esprima il suo pensiero in altro modo e con altri simboli (…) dovrebbe lasciare con onore e dirigere le vele in altri lidi, ha proseguito Anna Maria C.

 “Ecco cosa succede quando entri nel secondo mandato e il conto in banca inizia a crescere (Rosario C.)

“Parlaci con almeno 49 milioni di parole. Fai un selfie per la restituzione dei soldi”. (Maurizio P., a proposito della sentenza sui rimborsi elettorali della Lega, alleato di governo del Movimento)

“Una t-shirt rossa ce l’ho anch’io: mi manca solo l’attico e un conto in banca milionario”. (Tullio D.)

“Comunista di merda”. (Gabriele P.)

“Conosco un bravo psicoterapeuta, hai il mio numero, chiamami, ti ci accompagno! (Bruno S.)

La Nugnes ha risposto ad alcuni di questi commenti.

E ha chiosato così: “Ho pena della vostra rabbia e tristezza delle vostre chiusure che sono prima mentali, intime, interiori e per le quali avreste bisogno di tanta cura che nessuno è in grado di darvi”.

Chissà se si riferiva anche a chi, come Alessandro Di Battista, qualche ora dopo il suo post, ha demolito mediaticamente tutti coloro che hanno indossato una “maglietta rossa”…

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