Il mercatino alimentare di via Fasano, costato oltre 1 milione e duecentomila euro, quasi il quadruplo di quanto previsto, e sequestrato dalla Direzione Distrettuale Antimafia il 30 giugno nell’ambito di un’inchiesta per falso e truffa sui lavori,  poteva collassare da un momento all’altro.

E’ quanto si apprende leggendo l’ordinanza numero 89 con cui, tre giorni fa, il sindaco Enzo Figliolia, ha prorogato di sei mesi (dunque fino al prossimo 8 giugno) il trasferimento degli ambulanti di quella struttura nell’ex area parcheggio di fronte al mercato ittico all’ingrosso.

Un provvedimento che Figliolia ha assunto dopo che, il 9 novembre scorso, il Tribunale di Napoli ha notificato allo stesso Capo dell’Amministrazione la proroga del sequestro (passato da probatorio a preventivo) dell’impianto realizzato dal Comune nei pressi dello stazionamento Ctp.

Ebbene, a pagina 2 dell’atto firmato dal Primo Cittadino si legge un passaggio inquietante e cioè che, secondo i consulenti tecnici del pubblico ministero, è emerso “un quadro piuttosto cupo della condizione strutturale del manufatto oggetto di sequestro, tale da determinare, oltre ad una carenza dei requisiti minimi di utilizzo della stessa per l’assenza della certificazione di agibilità, anche una notevole compromissione di stabilità in relazione alle azioni sismiche.

In sostanza, il mercato rischiava di crollare alla prima scossa e non aveva nemmeno l’agibilità.

Due notizie da far tremare le vene ai polsi pensando ai pericoli corsi per circa tre anni e mezzo da chi ha lavorato in quel mercato e da chi lo ha frequentato.

Addirittura, si legge nella parte successiva dell’ordinanza, che sulla base di quanto emerso, bisogna valutare anche la possibilità che quella struttura possa essere ancora utilizzata in futuro, soprattutto per i costi che si dovrebbero sostenere per metterla a norma.

Roba da restare senza parole.

Così come si resta senza parole nel leggere, sempre all’interno dell’ordinanza, che il Comune non saprebbe dove far svolgere questo mercato se non nell’attuale sistemazione di fortuna, e che la proroga va concessa per “prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità e la sicurezza urbana”, perché, in caso di “interruzione improvvisa e definitiva delle attività commerciali degli operatori mercatali”, potrebbero verificarsi “comportamenti aggressivi e prevaricanti degli stessi operatori, delle loro famiglie e anche degli abituali avventori, con conseguente pregiudizio dell’incolumità fisica delle persone nonché della pacifica convivenza dell’intera collettività”, considerato che, scrive sempre il Sindaco, interrompendo le operazioni di vendita con l’avvicinarsi del periodo natalizio, dove è maggiore l’affluenza di clienti e di volume di affari, “gli operatori mercatali, vistisi abbandonati, potrebbero dar fondo alla rabbia generando azioni violente  in danno di persone e cose nell’intero centro cittadino”.

Figliolia insomma prefigura scenari da guerriglia urbana e dunque non tocca l’attuale sistemazione del mercatino almeno per i prossimi sei mesi.

Il Sindaco però, a questo punto farebbe bene anche a rendere pubblico l’intero provvedimento di sequestro della struttura, di modo che la collettività possa rendersi conto della situazione.

E farebbe bene anche a dirci quali provvedimenti ha assunto l’Amministrazione in merito a  “tutte le procedure interne finalizzate all’assunzione di iniziative disciplinari nei confronti di coloro che, investiti del dovere di controllo sulla regolare esecuzione dei lavori, non hanno svolto con la necessaria cura e diligenza il proprio compito, così permettendo alle ditte esecutrici di realizzare opere difformi da quelle progettate ed autorizzate”, così come lo stesso Figliolia ha annunciato il 9 novembre scorso attraverso la sua pagina Facebook.

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