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Il pizzaiolo Daniele Falcone si insedia da “mosso” a Milano

Decolla il progetto gastronomico-sociale all’ex convitto Trotter

Milano, 13 gen. (askanews) – Nella pizzeria di “mosso”, progetto gastronomico-sociale inaugurato nel giugno 2022 negli spazi dell’ex Convitto del Parco Trotter a Milano, si è ufficialmente insediato il pizzaiolo Daniele Falcone. Professionista di lunga esperienza (HUB di Identità Golose a Milano, referente milanese di Franco Pepe di “Pepe in grani” a Caiazzo, “I dodici gatti” presso il Town House Duomo in Galleria) nonché panificatore e sommelier, qui offre impasti a lievitazione controllata preparati con farine macinate a pietra, semi-integrali e integrali, e con lievito madre. Al suo fianco saranno sempre presenti degli apprendisti, perché mosso vuole essere anche un laboratorio di formazione dove si impara un mestiere. Dai forni elettrici di ultima generazione escono tredici pizze condite con prodotti di stagione, figli di una filiera corta composta da piccoli produttori locali. In carta non manca mai una pizza vegana e ci sono anche una piccola selezione di dolci fatti in casa e una quindicina di etichette di vino.

Quello dell’ex Convitto, realizzato sulle preesistenti scuderie negli anni compresi fra le due guerre mondiali, è oggi un ambiente moderno, ampio e luminoso, rifinito e “riempito” da Carlo Carbone e Marika Hansson, con la cucina aperta con forno a vista e 120 coperti all’interno e altrettanti nel grande giardino. Un locale, con ingresso in via Angelo Mosso 3, che è il cuore pulsante di un progetto che si snoda lungo tremila metri quadri affacciati sul parco e sulla popolare e multietnica via Padova (oggi NoLo). La pizzeria con cucina è gestita dalla cooperativa sociale La Fabbrica di Olinda, ente capofila di questa realtà multiforme patrocinata dal Comune e dalla Fondazione Cariplo, in cui convivono anche un bar-portierato di quartiere, laboratori di formazione e inclusione, cultura, pratiche di riuso, e una sala per musica e feste. Una piazza, un luogo di incontro e di socialità, uno spazio di comunità per il quartiere e la città, che vuole essere aperto, inclusivo e accogliente.

“Qui la pizza viene servita sempre spicchiata perché rappresenta un momento di condivisione, così come ‘mosso’ è una cucina condivisa dove il cibo è un’esperienza di incontro con l’altro” ha spiegato lo psichiatra svizzero (da una quarantina d’anni in Italia) e presidente della Fabbrica di Olinda, Thomas Emmenegger, che ha già contribuito in maniera determinante alla trasformazione dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini. Olinda punta sull’interazione con il quartiere e la relazione con le persone che lo abitano, uno spaccato di città trascurato per anni e ancora oggi non sempre facile. E il cibo è anche conforto.

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