domenica, Maggio 19, 2024
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Il puteolano Gianfranco Terrin stupisce l’America anche in teatro come attore e regista

Da 14 anni vive ormai stabilmente negli Stati Uniti e qui sta mostrando al mondo intero tutto il suo talento.

Attore e regista, il puteolano Gianfranco Terrin è oggi protagonista ad Hollywood anche in teatro con “My Big Gay Italian Wedding”, un testo satirico sul sul matrimonio omosessuale e sugli stereotipi gay e italiani.

La storia è quella di Anthony Pinnunziato, un italo-americano gay proveniente da una grande famiglia caotica, che desidera sposare il suo fidanzato Andrew in una cerimonia tradizionale italiana e ci riuscirà soltanto esaudendo un particolare desiderio di sua madre.

L’opera scritta da Anthony Wilkinson (presentata da Italia Spettacolo e  Cinema Casting di Fausto Petronzio, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles) vede il debutto di Gianfranco come regista, ruolo in cui  si cimenta per la prima volta insieme a Francesco Piotti. E il risultato è già straordinario, con due “sold out” consecutivi nel cuore di Los Angeles.

“My Big Gay Italian Wedding – dice Gianfranco da Los Angeles – è un po’ come un figlio. Dal momento del concepimento alla nascita passano nove lunghissimi mesi, ci ho messo tutto me stesso. Volevo metterlo in scena con una compagnia e una produzione italiana, ci sono riuscito allestendo un cast giovane, frizzante e disposto a tutto pur di realizzare questo passo ed in effetti a volte ci siamo trovati pure sul terrazzo di casa mia Devo ringraziare Fausto Petronzio e Francesco Piotti per aver creduto in questo progetto ed essere entrati subito in squadra. La forza di questo spettacolo e`il grande Team che c’e`dietro”.

Fra Terrin e il testo di Wilkinson è stato amore a prima vista: “Ho pensato di farlo – continua Terrin –  non sapendo nemmeno se qualcuno qui in America lo stesse già producendo. Ho detto subito a me stesso che questo sarebbe stato il mio progetto. E` una delle opere più belle degli ultimi 20 anni. Lo spettatore riesce a trarre qualcosa di personale. Non è una soltanto una storia omosessuale, ma la relazione fra madre e figlio. La mamma che sta al centro della storia, dove il figlio cerca di renderla felice. Lui si vuole sposare e lei che ribatte dicendo che ad officiare il matrimonio deve essere padre Rosalia un prete cattolico. Questa è un po’ la mia storia da etero. In Italia ogni figlio cerca l’approvazione del genitore, l’appoggio in tutto quello che si fa. Nello spettacolo risalta molto la tematica della famiglia. Alla fine della giornata siamo sempre una famiglia e la casa è il posto migliore dove stare al sicuro”.

(fonte: comunicato stampa)

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