“Cani sciolti” contro “Sistema”.

C’è aria di scissione negli ambienti malavitosi puteolani.

E la conferma sembra arrivare dal ferimento del 36enne Giuseppe Aran, pregiudicato di Monterusciello.

Un agguato a colpi di pistola che, stando alle voci di quartiere, rappresenterebbe un “avvertimento” a tutti coloro che vorrebbero mettersi in proprio nello spaccio di droga.

E’ da un po’ di tempo che le piazze principali di “sballo” vivono infatti momenti di forte tensione.

Contrasti e malumori per le spartizione delle zone in cui trafficare stupefacenti, si dice in giro.

Conflitti che sarebbero iniziati da quando si è sparsa la voce del trasferimento del boss Gennaro Longobardi (arrestato cinque mesi fa) dal carcere di Secondigliano ad un penitenziario fuori regione.

Indiscrezione che avrebbe fatto volare con la fantasia qualche esponente del clan, che, ritenendo  il capo “fuori gioco”, si sarebbe dichiarato pronto a “comandare Pozzuoli” senza dover rendere più conto a nessuno.

Di qui gli screzi, i dissapori.

Da una parte chi, tra Monterusciello e Toiano, vorrebbe prendersi (o continuare a gestire) le “piazze” senza né pagare “quote” né volersi rifornire di “fumo” e cocaina attraverso i canali “storici”.

Dall’altra, chi, temendo uno sconvolgimento degli equilibri criminali sul territorio, vorrebbe mantenere le cose “vecchio stampo” e non esiterebbe a sparare pur di far rispettare le “regole” del “gioco”.

I soliti bene informati sussurrano che di proiettili ne sarebbero stati già esplosi a scopo intimidatorio ancor prima di andare a segno domenica pomeriggio ai 600 alloggi.

Brutti segnali, che gli inquirenti stanno monitorando con attenzione.

Obiettivo: evitare una guerra di camorra e, soprattutto, vittime innocenti.

Basta niente d’altronde per trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato…