Stefano Simeone, titolare del negozio di abbigliamento "Primavera"

“Pozzuoli è viva, ma può rinascere davvero solo se si cambia rotta su parcheggi e viabilità, altrimenti nel giro di due anni rischieranno di chiudere tutte le attività commerciali tra lungomare e centro storico”.

A parlare è Stefano Simeone, 44enne titolare di “Primavera”, un negozio di abbigliamento presente ormai da 60 anni in piazza della Repubblica, cuore del centro storico.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui incontrandolo per puro caso mentre eravamo impegnati a scattare delle foto. Ne è uscita fuori un’intervista che, a nostro parere, è molto interessante a proposito del “Rinascimento” di Pozzuoli più volte sbandierato dal sindaco Figliolia.

Allora, Stefano, come ve la passate voi commercianti in questa Pozzuoli “rinata”?
Male. E lo dico con tutta la stima personale che nutro per l’attuale Sindaco. Quest’Amministrazione ha sicuramente abbellito il centro storico, ha fatto in modo che noi commercianti non patissimo eccessivi disagi per questi lavori, non ha fatto tornare indietro i soldi della comunità europea: voglio sottolinearlo perché nessuno pensi che io abbia un pregiudizio negativo nei confronti della classe dirigente attualmente al governo della città. Ma…

Ma?
Ma, per usare una metafora, Pozzuoli è come una bellissima tavola imbandita, però senza sedie.

Spiegaci meglio il concetto…
A Pozzuoli è diventato complicatissimo arrivarci e soprattutto difficilissimo parcheggiare. E se non arriva gente, l’unico motore economico di questa città, che è rappresentato dalle attività commerciali, si fermerà. E si fermerà, di conseguenza, tutta l’economia locale.

Piazza della Repubblica, nel tardo pomeriggio di un giorno feriale
Piazza della Repubblica, nel tardo pomeriggio di un giorno feriale

Tu però conosci anche quali sono le obiezioni di chi non la pensa come te. Dicono che c’è la crisi dovunque, che voi commercianti volete che le auto dei vostri clienti parcheggino fin dentro i negozi, che se chiudete bottega è  perché non vi siete adeguati ai cambiamenti, non siete concorrenziali…
Sul fatto di non essere concorrenziali, non lo siamo sicuramente con i centri commerciali, ma non nel rapporto qualità/prezzo della merce, bensì solo per la possibilità di sosta che offrono. Faccio un esempio: molte attività commerciali si reggono su clienti di giovane età che magari vorrebbero scendere a Pozzuoli in motorino. Mi dite quanti posti esistono per poter parcheggiare i ciclomotori tra lungomare e centro storico? Dopodiché, io posso parlare per il mio negozio e vi dico che non ho mai lesinato impegno anche nell’adeguarmi ai nuovi tempi della città. La mia attività è aperta al pubblico sette giorni su sette per 13 ore al giorno e credo di saper fare bene il mio lavoro. Ma non posso biasimare nemmeno chi, diversamente da me, ha orari di esercizio più limitati per risparmiare sulle spese di gestione.

Come si dice, l’allegria viene dal cuore. E se tu non vedi un’anima viva per tutta la giornata che viene a spendere da te, è ovvio che ti prende lo sconforto. Io, per esempio, vorrei sprofondare ogni volta che un cliente mi dice “Sono venuto da voi perché solo da voi trovo quello che voglio, ma mi sono ucciso la salute per parcheggiare, facevo prima a metterla sulla luna ‘sta macchina…”, oppure quando mi dicono che non torneranno più perché “Pozzuoli è diventata la città delle multe”… Che fine faremo di questo passo noi commercianti? Voi ci entrate nei negozi? Vi siete accorti che da qualche anno quasi tutte le attività non posso permettersi nemmeno più di pagare una commessa? E’ da vent’anni che la politica locale studia quest’isola pedonale e non riesce a trovare la soluzione giusta. E mentre il medico studia, il malato se ne va all’altro mondo. La crisi economica c’è, per carità, chi la nega? Ma se facciamo di tutto per allontanare la gente da Pozzuoli, non è certo colpa della crisi.

Piazza della Repubblica nel 1982
Piazza della Repubblica nel 1982

Stefano, continuo a fare “l’avvocato del diavolo”. Chi non la pensa come te, sostiene anche che a Pozzuoli noi cittadini siamo bravissimi a lamentarci ma incapaci di proporre soluzioni. Tu che proponi per migliorare la situazione?
Un fatto è certo. Le novità introdotte da questa Amministrazione sui parcheggi e sulla viabilità hanno contribuito in modo massiccio a desertificare Pozzuoli rispetto al passato. Ormai è una lotta quotidiana tra automobilisti e vigili urbani. E non capisco nemmeno per quale motivo il Comune scelga di fare cassa sulle multe quando invece farebbe meglio a mettere le attività commerciali in condizione di lavorare serenamente e di poter pagare in tempo tutte le tasse ed i tributi dovuti all’Ente. Ma soprattutto in condizione di poter assumere personale, dare lavoro a tanti giovani disoccupati o padri di famiglia che non hanno più un reddito. Detto questo, io ho girato per il mondo e ho capito che noi non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, non solo a livello paesaggistico, storico ma anche commerciale. Però afare la differenza, a nostro discapito, è l’organizzazione. A Pozzuoli, il Comune deve organizzarsi meglio: ampliare le aree di parcheggio già esistenti come il Molo Caligoliano e la Sofer, dare tempi certi di apertura e di chiusura di queste aree di sosta, renderle più sicure, crearne altre come pure è stato suggerito da un giovane imprenditore per via Napoli. E poi, ci si lamenta che il multipiano è sempre vuoto durante i giorni feriali: ma perché non istituire un servizio di navetta che possa condurre gli automobilisti dal multipiano o dal parco urbano attrezzato di via Vecchia delle Vigne, dove si fanno sostare i bus turistici,  in varie zone della città? Anche a pagamento, non sarebbe un problema per i commercianti offrire il costo di questo servizio. Le idee ci sono, basta avere la volontà di studiarle e concretizzarle.

Stefano Simeone
Stefano Simeone

Stefano, scommettiamo che adesso qualcuno ti accuserà di voler fare politica?
Questo qualcuno si sbaglierebbe. Io sono di Napoli, ma amo Pozzuoli. E se dico certe cose è perché sono consapevole che, se si spegneranno le luci dei negozi, questa città morirà. Ma Pozzuoli non merita di morire. Lo dobbiamo proprio ai commercianti, quelli come mio padre, Rino “Primavera” che, insieme ai Falcetti, ai Califano, a Strabazar e a molti altri suoi colleghi, durante il periodo dell’ultimo bradisismo abbattevano i muri per evitare che Pozzuoli diventasse una città fantasma  e dormivano nei negozi sotto le scosse per difenderli dagli sciacalli…