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“Il Sindaco e le sue Palle…”

Ricevo e pubblico

<<Fossi io il Sindaco di questa città, di “palle” di luce riempirei l’Anfiteatro Flavio. 

Con gli addobbi natalizi illuminerei lo stadio di Antonino Pio.

Con le luci, esalterei Cuma ed il suo mito, tanto che il suo bagliore si noterebbe perfino da Ischia!

Con un mega albero di Natale riempirei il vuoto che alberga nel cuore dei puteolani mettendolo lì al centro, nel tempio di Serapide.

Di luminarie riempirei la conca dell’Averno e la luce con cui illuminerei il Tempio di Apollo diventerebbe il simbolo del Natale Flegreo.

E tutti si fermerebbero sul belvedere della Domitiana per ammirarne la bellezza.

Ma il Sindaco non sono io.

Il Sindaco è Lei.

E, Lei, quest’anno ha voluto far galleggiare le “sue Palle” di Luce in Piazza della Repubblica.

Riempiendola.

Per non parlare dell’Albero di Natale…

Su una cosa, però, Le devo dare ragione: questa città ha un disperato bisogno di Palle.

Le “palle” questa città dovrebbe tirarle fuori per ristrutturarsi.

Per riorganizzare i propri fattori produttivi.

Dovrebbe contare solo sulle proprie potenzialità.

Dovrebbe produrre ricchezza e redistribuirla a tutti.

Pozzuoli non è Salerno. Lei non è De Luca.

Apprezzo il Suo impegno, la Sua caparbietà.

Ma Pozzuoli non deve copiare.

Pozzuoli e’ Puteoli. E tanto basta. Tanto Le dovrebbe bastare.

Le Sue …”palle” possono abbagliare quelli che ancora pendono dalle sue labbra.

Ma quelli che sanno cosa vuol dire Impresa, produrre sviluppo, inventare futuro… quelli non ci cascano.

Amministrare questa città come se fosse un buon condominio, potrà pure essere utile in questa fase, ma qui occorre una svolta.

Si vive di Turismo solo dove si sa come attrarre il turista.

Dove bellezza, organizzazione, investimento, sono percepiti come un unicum di interesse collettivo.

Nelle Sue prime dichiarazioni programmatiche, sembrava che le Sue intenzioni portassero sulla strada giusta.

La speranza che Lei facesse dei nostri monumenti, della nostra archeologia, della Storia di queste terre, il principale fattore “produttivo”, un po’ si riaffacciava.

Ma, nonostante i proclami e qualche labile atto di indirizzo, Lei ha dimostrato totale disinteresse.

E non perché ai proclami non sono seguite le azioni, ma perché Lei ha dimostrato di non capire quali fossero le più elementari necessità per attuare ciò che blaterava.

Solo per portarLe il classico esempio: quando si è pensato di delocalizzare (giustamente!) il mercatino rionale di largo Palazzine, non ha pensato di riorganizzare quegli spazi prevedendo i necessari posti e spazi da riservare ai pullman di turisti stranieri.

Questo è l’esempio più semplice e concreto che dimostra come, in realtà, per Lei e la sua Amministrazione, l’archeologia non ha alcun valore. Nè Culturale, né “produttivo, né affettivo.

La cosa che rammarica ancor più, è la Sua indifferenza.

Lei ogni sera, come molti nostri concittadini, transita proprio lì, dinanzi all’Anfiteatro, e il buio intenso che lo avvolge, non La indigna né La commuove.

Lei lascia lì “sepolta” la nostra Storia.

Anche Lei, ormai, si è abituato a quel buio.

Neanche i Cimiteri si lasciano in “QUEL” Buio.

Ogni notte, anche le anime dei puteolani trapassati sono illuminate da una piccola “luce”.

Ma, forse, ha ragione Lei.

Forse sbaglio io.

Le Sue “palle” che galleggiano illuminando Piazza della Repubblica, sono bellissime.

E, soprattutto, sono vitali e indispensabili alla rinascita ed allo sviluppo “turistico” della città del mito.

In questo caso, Vi chiedo scusa…

Povera città!>>

Lino Trincone

(imprenditore di Pozzuoli che ama la sua Terra e la sua Storia)

 

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