Un nobile gesto. Di quelli che riscaldano il cuore in un momento così difficile e che speriamo sia di esempio a chiunque, secondo le possibilità di ciascuno.

A metterlo in pratica  è stato Antonio Simeoli, 48enne puteolano doc e  titolare di una storica azienda di Pozzuoli, la Serapide Trans, che si occupa di trasporti e logistica in tutta Europa.

Antonio si è autotassato e, spendendo 2.150 euro, ha comprato 2500 mascherine chirurgiche per regalarle all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di La Schiana.

La consegna dei dispositivi di protezione individuale (racchiusi in cinquanta scatole) è avvenuta nel primo pomeriggio di ieri, direttamente dalle mani di Simeoli, che, per l’occasione, ha impegnato in staffetta i  suoi autisti in un viaggio speciale partito dall’hub di Bologna.

Destinatario il direttore sanitario del nosocomio, Concetta Sarnataro, che provvederà alla distribuzione del materiale a tutto il personale medico e paramedico secondo le varie esigenze.

Una operazione resa possibile grazie al consorzio europeo “Astre”, di cui fa parte l’azienda di Simeoli, e, in particolare, alla preziosa collaborazione di “Caredio Group”, socio piemontese di questo consorzio, proprietario anche di un’azienda di e-commerce, attraverso cui  è stato possibile ottenere l’acquisto delle mascherine on line ad un prezzo ragionevole.

“Ho voluto comprarne tremila – ci dice  Antonio (nella foto) – Cinquecento serviranno per il nostro lavoro e le restanti 2.500 ho deciso di donarle all’ospedale della mia città. E’ stato un gesto spontaneo, della cui necessità mi sono reso conto quando, il mese scorso, proprio mentre si diffondevano le prime preoccupazioni per il contagio da coronavirus, mia mamma, per un serio problema di salute, è stata ricoverata in Medicina d’Urgenza, dove è stata curata con grande professionalità e dove avevo già notato la carenza di mascherine, obbligatorie anche per chi voleva far visita ai parenti ricoverati. Così, grazie al mio amico sindacalista Peppe Esposito, ho chiesto di poter contattare la dirigenza dell’ospedale. C’è stato un rapido scambio di mail, ho ricevuto l’autorizzazione per la donazione e ho provveduto immediatamente. Se ho voluto che si sapesse è stato soltanto per lanciare un messaggio in un frangente così complicato per il nostro paese: ognuno di noi può fare qualcosa per aiutare medici e infermieri che stanno cercando di guarire chi sta male e nessuno deve pensare che il proprio contributo sia inutile. Non dimentichiamoci mai che anche l’oceano è formato da innumerevoli piccole gocce…”.

LO SCAMBIO DI MAIL TRA SIMEOLI E LA DIREZIONE DELL’OSPEDALE PER IL VIA LIBERA ALLA DONAZIONE