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In aumento gli assistenti domestici

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a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

 Una figura sempre più centrale del tessuto sociale del Paese, spina dorsale del “welfare fai da te” e sostegno per una popolazione che invecchia, ma anche componente sempre più integrata del nucleo familiare. Questo l’identikit dell’assistente domestico tracciato dalla rivista ‘Censis’.

Dal 2001 al 2012 il numero delle persone che sciolgono lavoro di collaborazione a domicilio per le famiglie è passato da 1.083.000 a 1.655.000, per un incremento del 53%.

“La trasformazione della società –ha fatto notare Natale Forlani direttore generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro- sotto il profilo della configurazione del mercato del lavoro e dell’organizzazione familiare, ha determinato l’incremento della domanda di servizi socio-assistenziali da parte dei nuclei familiari nei quali sono presenti persone affette da patologie che ne limitano l’autosufficienza”.

“Il settore dei servizi alle persone –ha osservato- è in continua espansione in conseguenza di tre tendenze strutturali: l’invecchiamento della popolazione, la crescente propensione al lavoro delle donne, la riorganizzazione dei servizi sanitari verso la domiciliazione delle prestazioni”.

“Il settore –ha commentato Forlani- evidenzia una problematica relativa alla mancanza di una politica organica tesa all’alleggerimento dei costi per le famiglie che, se usufruiscono del servizio, progressivamente non riescono più a far fronte alla spesa, se non riducendo i consumi o intaccando i propri risparmi; oppure, pur avendone necessità, non ne fruiscono perché non sono in grado di sostenerne i costi”.

Prevalentemente donne (82,4%) e di età compresa tra i 36 e i 50 anni, la maggioranza dei collaboratori che lavorano presso le famiglie sono di origine immigrata (77,3% del totale), sebbene la loro presenza sul territorio sia abbastanza diversificata.

Mentre infatti al Nord e al Centro è quasi esclusiva, al Sud si registra una significativa incidenza di italiani, pari al 35,7%.

La maggioranza proviene dai paesi dell’Est Europa (55,4%), ma anche le Filippine costituiscono un bacino importante di offerta di lavoro, visto che ben il 7,8% proviene da quest’area.

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