Incredibile ma vero: l’Osservatorio comunale sul lavoro nero è “irregolare”!

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L’Osservatorio comunale sul lavoro nero è “irregolare”.

Sembra il colmo dei colmi vista la materia trattata da questo organismo, ma la realtà è proprio questa ed emerge da un’attenta lettura delle norme che ne regolano il funzionamento e del verbale con cui la stessa struttura si è insediata e ha eletto i propri dirigenti.

Una realtà che rende addirittura inutile e superato lo scontro frontale in atto tra sei sigle sindacali dei commercianti ed il presidente dell’Osservatorio, l’avvocato civilista Dario Chiocca, proprio perché sia l’Osservatorio che Chiocca non sono, di fatto, legittimati nelle rispettive funzioni.

Andiamo per ordine e cerchiamo di capire il perché.

Il regolamento approvato dal Consiglio Comunale con la delibera 67 del 30 settembre 2013, parla chiaro e, all’articolo 3 (così come emendato dal consigliere comunale Sandro Cossiga, delegato dal Sindaco alle politiche giovanili) stabilisce che l’Osservatorio Comunale per il contrasto e l’emersione del lavoro non regolare è composto da 18 soggetti: tre esponenti dei sindacati territoriali maggiormente rappresentativi, due imprenditori locali designati dalla Giunta, due rappresentanti dei commercianti indicati dai sindacati territoriali del commercio maggiormente rappresentativi, due rappresentanti delle imprese artigiane indicati dai sindacati territoriali maggiormente rappresentativi, un rappresentante dell’Ufficio Provinciale del Lavoro, un rappresentante dell’Inps territorialmente competente, due esperti nominati dalla Giunta, il sindaco (o un suo delegato), tre consiglieri comunali ed un delegato dal Forum dei Giovani.

Tuttavia, dal verbale ufficiale di insediamento dell’Osservatorio (datato 17 giugno 2015) si scopre che, di questi 18 soggetti, il sindaco Figliolia ne ha potuti nominare soltanto 14: oltre a se stesso (e al suo delegato di allora, l’ormai ex assessore alle attività produttive, Carlo Morra), erano in carica: Dario Chiocca (Cgil), Peppe Esposito (Cisl), Raffaele Visone (Uil), Giorgio Angarano e Carmine Farina (imprenditori designati dalla Giunta), Gennaro Costagliola e Antonio Garofalo (esperti nominati dalla Giunta), Gianluigi Valente e Antonio Lavagna (in rappresentanza degli artigiani), Sandro Izzo (Forum dei Giovani), Gennaro Testa, Pietro De Vito e Raffaele Visconti (consiglieri comunali).

Il verbale di insediamento dell'Osservatorio
Il verbale di insediamento dell’Osservatorio

Mancavano dunque all’appello quattro componenti l’Osservatorio: il delegato dell’Inps, quello del Collocamento ed i due rappresentanti dei sindacati del commercio.

Ma costoro non erano assenti bensì non nominati: caselle vacanti, dunque.

Una situazione che, attualmente, per quanto è dato sapere, perdura di certo almeno in riferimento ai due rappresentanti dei sindacati del commercio.

Un gruppo di componenti l'Osservatorio: in primo piano l'avvocato Chiocca
Un gruppo di componenti l’Osservatorio: in primo piano l’avvocato Chiocca

E sono proprio queste caselle vuote che rendono nulli i lavori fin qui svolti dall’Osservatorio, a cominciare dall’insediamento e dall’elezione a presidente dell’avvocato Dario Chiocca.

Per entrare regolarmente in funzione, infatti, l’Osservatorio avrebbe dovuto, fin dal primo momento, avere tutti i propri componenti nel pieno delle proprie funzioni.

Cosa che non è accaduta, come testimonia (e nemmeno in modo completo, visto che mancano i riferimenti alle mancate nomine del delegato Inps e di quello del Collocamento, figure certamente non secondarie in un organismo che si occupa di “lavoro nero”) il verbale di insediamento e di nomina del Presidente, datato 17 giugno 2015.

Quella seduta è stata infatti ritenuta (impropriamente) valida in virtù dell’articolo 4 del regolamento dell’Osservatorio, quello secondo cui “in prima convocazione, l’Osservatorio è validamente costituito con la maggioranza assoluta dei componenti”.

Ma il problema è proprio a monte.

I “componenti”, infatti, non sono stati tutti costituiti.

Prendiamo il caso di un consiglio comunale.

Nessuna maggioranza può essere calcolata se prima non c’è l’insediamento ufficiale con la proclamazione degli eletti.

12524380_1572841243043800_2367808494115034052_nIn poche parole, la prima cosa da fare è accertarsi che tutti siano in carica, poi si passa a vedere se le sedute sono valide a seconda che sia presente o assente  il numero di componenti necessario per deliberare.

Quando il numero di componenti di un collegio è prestabilito, funziona così.

Per le Giunte Comunali infatti si fa un discorso diverso, giacchè in quel caso è previsto non un numero fisso ma un numero massimo di assessori: dunque un’Amministrazione è legittimamente costituita anche con un numero inferiore di assessori rispetto a quello massimo previsto dalla legge.

Nel caso dei collegi a numero prestabilito, invece, bisogna prima costituirli con tutti i propri componenti.

E l’Osservatorio Comunale per il contrasto e l’emersione del lavoro non regolare, a norma di regolamento approvato dal Consiglio Comunale con la delibera 67 del 30 settembre 2013, deve essere necessariamente composto da 18 soggetti, tutti in carica, in virtù di altrettanti, singoli, decreti di nomina da parte del Sindaco.

Diciotto soggetti che non erano tutti in carica né all’atto dell’insediamento e della nomina del Presidente e né lo sono adesso.

10399822_1562232384104686_5845418078811624984_nVa da sé che, a norma di regolamento consiliare, questo Osservatorio doveva essere sciolto già dalla sua prima riunione, in quanto incompleto nel suo organigramma.

Un organismo che non abbia tutti i suoi componenti regolarmente in carica (a prescindere dalla loro presenza o assenza alle sedute) non può infatti deliberare nulla, semplicemente perché un organismo del genere non è legittimato nemmeno ad insediarsi.    

Lo si voglia o no, questa è la situazione.

fascia-sindacoEd è strano che finora nessuno l’abbia notata e fatta notare al Sindaco, che ha il diritto-dovere di “provvedere con proprio decreto alla nomina dei componenti dell’Osservatorio” (articolo 3 comma 3 del Regolamento) e che ha convocato la prima seduta senza aver adempiuto a questo obbligo, visto che mancava la nomina di 4 componenti.

A sbrogliare la matassa ora dovrà essere il Consiglio Comunale, con opportune modifiche al regolamento che possano consentire all’Osservatorio di rieleggere i propri organismi dirigenti e di deliberare in modo legale, ossia con tutti i componenti effettivamente in carica.

Chissà se il problema sarà posto già oggi in occasione della seduta consiliare prevista per il pomeriggio.

Il sindaco Enzo Figliolia

In autotutela e a rigor di logica, visto che ci ha messo la faccia con quella convocazione del 17 giugno scorso, dovrebbe essere proprio il sindaco Figliolia a sollevare la questione chiedendo “aiuto” al parlamentino civico per toglierlo da una situazione che, da imbarazzante qual è adesso, potrebbe assumere anche clamorosi risvolti legali.

Staremo a vedere.