Se non fosse vero penseremmo ad una barzelletta.

Succede al Comune di Pozzuoli, dove può accadere davvero tutto ed il suo contrario.

Un esempio lampante arriva dai provvedimenti assunti  dall’Amministrazione nei confronti degli ingegneri Gino Salzano e Giuseppe Gaudino all’indomani degli avvisi di garanzia ricevuti da entrambi il 27 gennaio scorso nell’ambito delle indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia sulla gestione degli appalti e dei lavori pubblici al Municipio.

Un’inchiesta delicatissima, portata avanti dai pubblici ministeri Gloria Sanseverino e Giusi Loreto (coordinati dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice) e basata su ipotesi di reato molto gravi, come turbativa d’asta, falso ideologico, associazione a delinquere, corruzione con l’aggravante del metodo mafioso o per aver favorito un’associazione criminale.

L'ingegner Gino Salzano
L’ingegner Gino Salzano

Ebbene, per il solo fatto di essere stati “attenzionati” ufficialmente dalla magistratura inquirente, pur esistendo nel nostro ordinamento la presunzione di innocenza, sia Salzano che Gaudino furono sollevati, il primo dal ruolo di dirigente dei lavori pubblici (addirittura con licenziamento dall’incarico di vertice per essere venuto meno, scriveva il sindaco Figliolia, il rapporto di fiducia con il Capo dell’Amministrazione che gli aveva conferito questo incarico a tempo determinato) ed il secondo da funzionario dello stesso settore (Gaudino venne trasferito nell’ufficio Mobilità).

Insomma, nelle “stanze dei bottoni” del Comune vollero, da un lato, prendere le distanze dai due indagati e, dall’altro, anche evitare a questi ultimi l’imbarazzo di dover restare a lavorare in settori in cui, ovviamente, con un’inchiesta dell’Antimafia in corso, avrebbero potuto svolgere il proprio operato con minore serenità.

Tutto comprensibile.

Ma, se questo è vero, allora non si spiega quanto abbiamo scoperto proprio in queste ore.

E cioè che gli stessi Salzano e Gaudino continuano tranquillamente a gestire ruoli di grande importanza all’interno del settore Lavori Pubblici.

Lo si evince in modo palese dalla determina dirigenziale numero 1329 del 28 luglio scorso, con cui il Servizio Lavori pubblici autorizza all’associazione temporanea di imprese “Cogeba-Stia” il pagamento di quasi 534mila euro, come acconto del 20% sull’importo dei lavori in corso per il “recupero”, “l’adeguamento statico e riqualificazione energetica” dell’edificio scolastico “Vittorio Emanuele” di Arco Felice.

Ebbene, tra gli atti di questa disposizione scopriamo che, a certificare il diritto dell’Ati a poter fruire di questa anticipazione di fondi sono proprio l’ingegnere Giuseppe Gaudino e l’ingegnere Luigi Salzano: Gaudino col ruolo di direttore dei lavori e Salzano con la mansione di responsabile del procedimento.

La certificazione del 19 luglio con le firme di Gaudino e Salzano

Com’è possibile una cosa del genere?

Com’è possibile che l’Amministrazione abbia allontanato Gaudino e Salzano dai Lavori Pubblici e poi se li ritrovi con funzioni così importanti sempre nell’ambito dei Lavori Pubblici, esponendoli, tra l’altro, a responsabilità enormi in settori nei quali risultano entrambi sottoposti ad indagini?

E’ successo qualcosa che non conosciamo e che ha “riabilitato” i due agli occhi dei propri superiori negli uffici da cui sono stati “esonerati”?

E se non è cambiato nulla, dobbiamo pensare allora che i “cartellini rossi” decretati nei loro confronti a suo tempo fossero soltanto “fumo negli occhi”?

Dobbiamo forse pensare che, mancando di coerenza nel proprio operato,  non possa avere alcuna credibilità  chi decide una cosa e lascia che sia fatto l’opposto?

Attendiamo, come sempre, risposte.

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