Un sospetto tremendo aleggia sullo spaventoso rogo di ieri a Monterusciello, dove cento famiglie sono state evacuate e numerosi terreni sono stati distrutti dalle fiamme, divampate pressoché contemporaneamente in tre punti del quartiere (via Salvatore Di Giacomo, Torre Santa Chiara e pista ciclabile tra via Marotta e via Viviani).

Chi ha appiccato il fuoco (la matrice dolosa del rogo è tecnicamente l’unica possibile, anche se mancano le prove documentali)  potrebbe infatti aver agito in modo “scientifico” concentrando la propria attenzione su un investimento economico ben determinato.

Lo si capisce da un articolo pubblicato dal giornale on line “L’Iniziativa” e da un comunicato stampa diramato dal sindaco Figliolia.

Se il neo-rieletto Capo dell’Amministrazione rivela infatti, dalla propria pagina Facebook. che “qualche matto, incosciente del pericolo che ha fatto correre a centinaia di persone, ha pensato di divertirsi dando fuoco a tanti ettari di terreno, che non sono né dimenticati né abbandonati, ma al centro di progetti di rilancio e rigenerazione già finanziati”,  dalle colonne de L’Iniziativa si legge, in modo più specifico, che una delle aree incendiate rientra tra quelle interessate dal progetto MAC, sostenuto dall’Unione Europea, che prevede nei prossimi anni una riconversione a fini agricoli nell’ambito di una più ampia riqualificazione urbana”.

Le aree di Monterusciello interessate dal progetto “MAC”

Il progetto “MAC” (acronimo che sta per “Monterusciello Agro City”) e di cui l’associazione di promozione sociale “L’Iniziativa” è partner insieme a Comune, Università degli Studi di Salerno, Confagricoltura, Fondazione “Formit”, Coldiretti e Agricoltura s.r.l., porterà a Pozzuoli 5 milioni di euro (di cui l’80% già finanziato dall’Unione Europea, il restante 20% da finanziare attraverso fondi privati) e, per tre anni, servirà a riqualificare, attraverso opere di “agricoltura urbana” ben 16 aree a verde abbandonate di proprietà municipale, per complessivi 488.981 metri quadrati, ossia 49 ettari di suoli.

Chi e perché poteva avere interesse a ridurre in cenere una o più superfici con una destinazione del genere, visto che la legge 353 del 2000, all’articolo 10, prevede l’inutilizzo per 15 anni delle aree boschive incendiate?

Ed era davvero questa l’intenzione di chi ha scatenato il finimondo 24 ore fa a Monterusciello? 

Saranno gli inquirenti a stabilirlo, sempre se riterranno che quella appena descritta dovesse risultare una pista investigativa interessante da seguire.