“Io e la mia famiglia siamo diventati come dei fantasmi per l’Asl: qualcuno si interessi di noi e ci faccia almeno il secondo tampone”.

A parlare è D.R., l’unica persona che, al rione Toiano, risulta, ad oggi, ufficialmente contagiata dal Covid dopo aver avuto contatti con lo studio dentistico di via Cicerone, chiuso dopo la positività al coronavirus riscontrata al titolare dell’ambulatorio odontoiatrico.

La signora si è rivolta al nostro blog per raccontare come sta vivendo questo incubo e lanciare un appello alle autorità sanitarie.

Innanzitutto, le abbiamo chiesto come si sente.

“Tutto è cominciato martedì 28 luglio, quando ho avuto i primi sintomi chiari: febbre fino a 38, perdita del gusto e dell’olfatto, dolori fortissimi in tutto il corpo. Il giorno dopo al Cotugno ho fatto il tampone, insieme a mio marito ed i due figli che vivono con noi e giovedì 30 ho saputo di essere positiva, mentre, per fortuna, gli altri componenti il mio nucleo familiare sono usciti negativi. Tre giorni fa l’unico contatto con una dottoressa dell’Asl, che ci ha telefonato per avere informazioni sul nostro stato di salute e per preannunciarci che oggi sarebbero venuti a farci il secondo tampone a domicilio. Ma oggi non si è visto nessuno e nessuno ci ha nemmeno più telefonato. Si interessa di noi soltanto il nostro medico di base che, a dire la verità, è stata sempre presente e premurosa. Ora sto un po’ meglio – prosegue D.R. –  da sabato sono scomparsi i dolori, non ho più febbre da tre giorni e da ieri finalmente ho ricominciato a sentire gli odori. Sto in casa mia ma è come se fossi una reclusa, per fortuna l’alloggio è spazioso e ho potuto isolarmi dai miei congiunti stando nella mia stanza da letto 24 ore su 24 e con uno dei due bagni a mia disposizione. Ma questa non è vita. Pensate che i miei mi lasciano da mangiare dietro una porta chiusa, con stoviglie di plastica,  ovviamente, che poi vengono ritirate dalla De Vizia. Tutti i miei rifiuti vengono presi a parte, due volte alla settimana, il martedì e il venerdì, è stata la stessa azienda a telefonarci a casa per organizzare con noi questo servizio speciale di raccolta differenziata. Ma quello che ci manca è la cosa fondamentale: sapere se io sono ancora positiva e se la mia famiglia è ancora negativa. Si avvicina Ferragosto, tutte le attività si rallentano e siamo molto preoccupati per il silenzio dell’Asl: quanto dovremo aspettare per il secondo tampone e per capire quando potremo uscire da questa situazione?”.