Ricevo e pubblico*

Salve! Con l’approssimarsi delle elezioni, la macchina di ricerca dei voti si mette in moto in mille sfaccettature e la richiesta del voto diventa un‘arma nelle mani di chi lo esercita: votante e votato.

Se quando avevo bisogno di aiuto, quando sono venuto a dirti che nella casa popolare di Monterusciello scorreva acqua dal tetto  e mi hai congedato con un semplice “non ci sono i soldi” ed adesso mi chiami e mi chiedi il voto promettendomi in cambio la risoluzione dei problemi, allora non sei puteolano.

Quando sono venuto a dirti “guarda che nel quartiere di Monterusciello le case stanno cadendo a pezzi”, e ti sei girato dall’altra parte, quasi quasi conservandoti questo problema per il futuro, allora non sei puteolano.

Quando sono venuto a chiederti aiuto per un posto di lavoro, e mi hai detto che c’è crisi ed adesso ti permetti di promettermi posti di lavoro inesistenti , allora non sei di Pozzuoli.

Quando sono anni che ci sono problemi nella nostra città ed in particolare a Monterusciello e ti sei sempre girato di spalle ed adesso prometti di risolverli tutti, allora non sei di Pozzuoli.

Pozzuoli è un bel presepe, ma alcuni pastori sono da cambiare: diffidate dalle promesse, dalle telefonate ammiccanti, dalla visione di un futuro roseo.

La storia di ogni puteolano è scritta ovunque e tutti ci conosciamo. Sappiamo distinguere il vero  dal falso. Noi abbiamo la puzza sotto al naso, ma quando una persona è onesta vince sempre.

Sei di Pozzuoli se prometti e fai quello che prometti, altrimenti sei un’altra cosa.

Almeno questa è la mia speranza.

Perché se muore la speranza muore anche il futuro nostro e dei nostri figli.

Buon voto.

*Lettera firmata

 

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