Ricevo e pubblico*

Caro Direttore, sono una residente nella zona di via Napoli e le vorrei raccontare cosa mi è accaduto ieri mattina intorno alle 11.

Ero in via Barletta, dove risiedo, e il mio cane dopo un’ora di passeggiata si ricorda che doveva fare la popò proprio quasi sotto casa.

Ovviamente la raccolgo e torno in strada per raggiungere il cestino pubblico dell’indifferenziata più vicino.

Arrivo al cestino nei pressi della rotonda di fronte a via Domenico Fatale e butto il sacchetto.

Uno spazzino che era di spalle e che mi ha visto allontanarmi con il cane mi ha fermata dicendomi che non potevo buttarlo lì.

Io, ignara della reale motivazione, sottolineo che quello è un cestino di indifferenziata ed è lì che si buttano i sacchetti con le deiezioni dei cani.

Questo signore si tuffa letteralmente nel cestino, mi riprende la bustina e mi dice che me la devo portare a casa e la potevo buttare a mezzogiorno, dopo il passaggio del presidente Mattarella sul lungomare Pertini.

Io gli dico che Mattarella sarebbe passato un secondo in macchina e dal lato esterno, come avrebbe potuto mai capire che nel cestino ci fosse il sacchetto?

A questo punto interviene la vigilessa che si trovava sulla strada esterna e mi ripete quanto dettomi dallo spazzino, che nel frattempo mi ha preso la mano e mi ha messo il sacchetto sul palmo.

Io chiedo se lo posso buttare almeno sul lungomare perché non potevo scendere di nuovo a mezzogiorno e mi viene detto categoricamente di no.

Così io allibita, accompagnata da persone altrettanto allibite per la scena a cui hanno assistito e con il loro pieno appoggio, ho attraversato davanti allo spazzino e ai vigili e ho buttato comunque il sacchetto in un cestino sul lungomare, che tra l’altro era già pieno di immondizia.

Tutto per dire che neanche quando si raccolgono le feci va bene.

Qui a Pozzuoli, purtroppo, da parte di molte persone viene manifestato un vero e proprio odio verso i cani, sia che siano randagi, sia che abbiano un proprietario che si comporta civilmente.

La ringrazio per l’attenzione e mi scuso per lo sfogo, ma io ancora stento a credere che mi sia capitata una cosa del genere.

Le auguro una buona domenica e Le chiedo di mantenere l’anonimato perché non vorrei essere costretta a replicare a commenti di persone che ragionano per partito preso e non riuscirebbero a comprendere quanto fossero assurde e ridicole le pretese a cui mi sono ribellata.

Cordiali saluti.

*Lettera firmata