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Ispettori ambientali mandati allo sbaraglio!

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Gratuitamente sacrificano parte del proprio tempo libero per rendere un importante servizio alla collettività. Ma, ad un mese e mezzo dalla loro nomina, avvenuta il 16 settembre scorso nel corso di una cerimonia a Palazzo Toledo, il Comune sembra averli abbandonati al proprio destino, in balìa degli incivili e di una sconcertante disorganizzazione in seno agli uffici municipali.

E’ il calvario che stanno vivendo i 40 ispettori volontari ambientali formati  dall’Amministrazione e dotati, con apposito decreto firmato dal sindaco Enzo Figliolia, di poteri da pubblico ufficiale (in relazione all’articolo 357 del codice penale e degli articoli 2699 e 2700 del codice civile) e di agente accertatore (ai sensi dell’articolo 13 della legge numero 689 del 24-11-1981) “con funzioni di ricerca di illeciti amministrativi, espressamente regolati dalle ordinanze e dai regolamenti comunali, in materia di rifiuti”.

Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo un caos indescrivibile, che non solo sta rischiando di vanificare l’efficacia concreta di  questa funzione, ma mette addirittura a repentaglio l’incolumità  di chi la svolge.

I volontari, infatti, si trovano al centro di più “fuochi incrociati”: i cittadini perbene (che reclamano la loro presenza ovunque), gli insofferenti al rispetto di ogni regola (che minacciano di denunciarli, nella migliore delle ipotesi, o di prenderli a mazzate) e i loro diretti referenti comunali, che, in troppi casi (vuoi per mancanza di tempo e di uomini, vuoi per mancanza di volontà, vuoi per semplice accidia) le loro segnalazioni non le se le “filano” manco di striscio.  

E così, demotivati e preoccupati per la sorte di questo servizio, gli ispettori ambientali hanno deciso di scrivere una lettera per chiedere un incontro chiarificatore con l’Amministrazione .

Per capire “lo stato dell’arte” e rendere pubbliche le loro lamentele, ho chiesto ed ottenuto l’iscrizione al gruppo chiuso  che i volontari hanno costituito sul social network Facebook.

E ho letto cose da mettersi le mani nei capelli.

Vi riassumo quelle più gravi.

26 ottobre, A. scrive: Io e M. investiti con la fiancata dell’auto e più di una volta assaliti verbalmente, fotografati, filmati ed a U. anche la multa in faccia. Urge un incontro!!!!! Mi ricordo del signore che ci minacciò di buttarsi a terra e simulare un infarto inveendo a più non posso contro di noi e al sindaco (eravamo proprio sotto la casa di Figliolia). Probabilmente non lo fece per i troppi testimoni affacciati ai balconi”.

26 ottobre, G. scrive: “L’altra mattina, io, M. e M. in un condominio di fronte al lido Montenuovo stessa sorte..solo verbalmente..non siamo tutelati”.

26 ottobre, G. scrive: “Cittadini che ci minacciano di buttarsi a terra e denunciarci per aver provocato disturbi cardiaci, insultati, derisi. Alla fine dopo che svolgiamo il nostro lavoro sulle proprie forze e combattendo l’inciviltà, il vicesindaco viene contattato e ci fa riferire che noi non dobbiamo fermare le auto. Ma scusate, ci dobbiamo nascondere nel cassonetto?”.

21 ottobre, G. scrive: “Da quando siamo stati nominati, non abbiamo capito ancora chi e come deve organizzare il nostro lavoro”.

17 ottobre, F. scrive: Forse nessuno l’ha capito che siamo l’ultima ruota del carro, che facciamo uno pseudo servizio per il Comune, visto che non ci sono controlli da parte loro e nessuno ci prende in considerazione”.

7 ottobre, A. scrive: “Quando telefono al Comando Vigili per dare l’orario di presa del servizio, il 50% delle volte chi è al telefono non sa di cosa si parla. Contattati per strada, per chiedere consigli, mi rispondono di non sapere e che vanno di fretta”.

6 ottobre, A. scrive: “Siamo stati mandati sin dal primo giorno allo sbaraglio, la verità è che siamo sul ….. ai vigili”.

5 ottobre, A. scrive: “Io mi sono scocciato di chiamare le persone con <<ehi, signore/signora>> ad alta voce mentre gli corro dietro o di mettermi davanti alle auto per fermarle e rischiare di essere investito solo perchè non ho segni visibili o paletta (la legge impone l’uso della paletta per fermare le auto, vedi nonno civico) con la scritta <<ispettore ambientale>>”.

4 ottobre, A. scrive: “Il problema è che la cosa è talmente organizzata male che se chiami questi enti per chiedere una semplice informazione si scatena il panico e iniziano a farti rimbalzare tra un numero e un altro. Quasi ridicolo”.

26 settembre, G. scrive: Le nostre relazioni verranno mai lette? Io ne ho inviate due, mercoledi e giovedi scorso a quei 3 indirizzi mail (Luigi Causa, Angelo Maione e Franco Cammino) ma non ho ricevuto neanche la “conferma di lettura”; tant’è vero che tutti i sacchi (fotografati e allegati alla relazione), bidoni per la differenziata e indifferenziata con tanto di scritta a caratteri cubitali “Comune di Pozzuoli” sono lì. Infatti, stamattina, a distanza di una settimana sono ripassato nel mio tratto di competenza..non si è mosso nulla! Tutto è lì. Mi chiedo: le leggeranno?”.

Potrei andare avanti all’infinito, i problemi dei volontari sono questi: difficoltà oggettiva a sanzionare gli incivili e, fatte salve pochissime eccezioni, scarsa (se non nulla) collaborazione da parte degli uffici comunali che dovrebbero supportarli in caso di emergenza o di semplice segnalazione ordinaria.

La domanda sorge spontanea: a cosa serve promuovere un’iniziativa così lodevole per la collettività se poi non si è in grado di renderla operativa?

La città attende risposte.

Ma le risposte le attendono soprattutto gli ispettori volontari ambientali.

Anche perché, sul loro decreto di nomina, non c’è scritto da nessuna parte che devono diventare le vittime sacrificali della sgangherata (e spesso incapace) burocrazia comunale.

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