a cura dell’avvocato Maria Grazia Siciliano 

L’affidamento dei figli, non è un “premio” per il genitore affidatario, ma una responsabilità. Doverlo accudire, crescere, educare, coccolare, oltre ad un dovere dovrebbe essere per ogni genitore un “piacere”, un atto naturale  ed istintivo.

Invece, purtroppo, non sempre è così. E se  essere genitori è di per sé difficile, i problemi aumentano quando la famiglia si è divisa ed i genitori, pur avendo l’onere di continuare a crescere ed educare i figli congiuntamente, poiché non condividono più lo stesso tetto, lo stesso tempo e lo stesso spazio, hanno un dovere in più: quello di rassicurare i loro figli, farli sentire protetti, sicuri e sereni al di là di ogni stereotipo di vita familiare unita, coesa e convivente nella stessa casa.

Per cui, sicuramente, il primo passo importante per i figli di genitori separati, è la condivisione delle case.

Che significa?

Semplice: dopo una separazione, uno dei due genitori esce di casa e si trasferisce altrove, in una casa in affitto, dai propri genitori, in un’altra casa nuova e di proprietà.

Non importa dove e come.

Quello che conta, invece, è che il posto nuovo che accoglierà i bambini, non sia segreto, non sia blindato, ma aperto e condiviso con l’altro genitore.

Così come l’appartamento di famiglia, la cosiddetta casa coniugale, dove i bambini vivono con il genitore affidatario, è importante che sia sempre aperta  all’altro genitore, ossia al papà (sono rari i casi in cui, infatti, la casa resta  affidata al padre), il quale deve continuare a viverla con semplicità e serenità, naturalmente nel rispetto della privacy altrui, ossia dell’altro coniuge, ma non può essere bandito, allontanato o cacciato!

Non può essere all’improvviso un estraneo.

Non è giusto per i sentimenti e l’educazione dei figli.

Quella casa, resta sempre, almeno simbolicamente, sempre di tutta la famiglia (a meno che non intervengano scelte diverse, come riscatti, trasferimenti, vendite, eccetera).

Nel momento in cui si aprono le porte dei rispettivi appartamenti, infatti, il bambino si sente protetto nei propri sentimenti e libero di poterli esternare agli adulti che gli vogliono bene e che si occupano di lui.

È questo il segreto.

Non si chiede di “volersi bene”  o di “fingere di volersi bene”, ma di ragionare nei termini di cosa è meglio per  i propri figli, e quindi di essere educati, rispettosi e civili nei confronti dei figli stessi e tra di loro anche .

È assurdo come una cosa elementare e naturale, diventi impossibile o astrusa.

È assurdo che alcuni genitori non si rendano conto di quanto sia importante per i figli, sapere ed essere certi e sicuri che il tetto, la casa che li ospita sia condivisa da entrambi i genitori.

Sapere che quando il venerdì sera il papà li viene a prendere per trascorrere il fine settimana insieme, la casa che li ospiterà non è una punizione o un posto estraneo, ma una nuova casa, la loro nuova casa, fa sicuramente la differenza.

Il tempo che i bambini trascorreranno in quella casa, in quelle mura, sotto quel tetto, non sarà vissuto con paura, ansie, nostalgie, ma farà parte di loro, perché sanno che quella casa è aperta a tutti, a loro ma anche alla mamma, o comunque all’altro genitore, e questo da un punto di vista psicologico è importantissimo.

Il momento della separazione è vero che crea un disagio, un dolore, ma questo stesso dolore può essere guarito grazie alle cure ed alle attenzioni prestate dai genitori.

Grazie alla loro sensibilità, alla loro intelligenza ed al loro senso civico, infatti, molti traumi possono essere evitati.

Sapere che la mamma ed il papà hanno deciso di separarsi, ma essere tranquillizzati che le loro vite, la loro unione, la loro sicurezza resta invariata, immutata, beh, sicuramente non solo farà accettare questa scelta di vita importante dei loro genitori, ma non andrà ad incidere assolutamente sul loro equilibrio interiore e psichico, perché le abitudini resteranno invariate e le novità diventeranno routine.