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La complicazione è una tassa in più

a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

La pressione fiscale ufficiale in Italia è già a livelli record. Ma le statistiche in genere non calcolano le tasse occulte, quelle che pesano sul contribuente anche se non vengono inserite in dichiarazione e versate alle esattorie. E’ il caso, ad esempio, della complicazione: modelli da riempire, comunicazioni, scadenze, pagamenti. Una quantità di adempimenti tributari che richiedono tempo e competenze specifiche, due risorse che costano. Quasi 5 miliardi di euro all’anno. Tutto denaro che non va per investimenti e crescita economica. Lo ha recentemente calcolato “Il Sole 24 Ore” partendo da una lettera inviata da Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, alle associazioni di categoria. Befera individuava 108 adempimenti fiscali e chiedeva alle aziende italiane: quanto vi costano in tempo e denaro? Minuti o giorni? Pochi euro o centinaia? Pensando agli 87 milioni di documenti digitali che arrivano in un anno al fisco, senza contare quelli su carta, la risposta è prevedibile. Tuttavia il quotidiano economico della Confindustria ha provato a fare qualche conto proprio partendo dagli adempimenti citati da Befera. Ha preso in considerazione le dichiarazioni, le comunicazioni e un’ampia serie di adempimenti (versamenti, richieste di rimborso, registrazioni di atti ecc.) di imprese, professionisti e anche contribuenti privati.

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Una mole di tempo e denaro

Ne risulta una pesante mole di lavoro e un costo conseguente (considerando situazioni di media difficoltà). A un’azienda ad esempio la dichiarazione dei redditi costa in media quasi 5 ore di lavoro di un professionista (286 minuti per l’esattezza) e 913 euro, la dichiarazione Iva 169 minuti e 201 euro, un versamento col modello F24 20 minuti e 30 euro. Ma anche per richiedere i rimborsi di imposta si paga: per l’autorizzazione i crediti Iva, ad esempio, ci vogliono 353 euro e 2 ore e un quarto di lavoro. Non va meglio per le persone fisiche. Sono infatti  davvero notevoli gli oneri che ancora incombono per alcuni adempimenti. Alla luce di questi numeri, la semplificazione non è solo un dovere nei confronti del cittadino ma della stessa economia nazionale.

 

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