Filippo Monaco, dirigente scolastico e fondatore di "Uniti per Pozzuoli"

Con i voti del suo gruppo consiliare è stato l’unico leader politico puteolano a risultare determinante per l’elezione di un consigliere regionale.

Parliamo di Filippo Monaco (nella foto), dirigente scolastico dell’istituto Alberghiero “Petronio” ma anche e soprattutto fondatore della lista civica “Uniti per Pozzuoli”, che nella consultazione per il rinnovo del parlamentino campano, ha contribuito in maniera decisiva a far scattare un seggio per il proprio candidato di riferimento, il consigliere comunale napoletano Diego Venanzoni, figlio di Francesco, ex assessore democristiano a Palazzo San Giacomo negli anni ‘90.

Diego Venanzoni (nella foto) ha infatti beneficiato della riconferma ad assessore regionale di Lucia Fortini, candidata nella sua stessa lista (De Luca Presidente) che ha però rinunciato allo scranno consiliare per fargli posto come primo dei non eletti.

E a Pozzuoli, grazie al lavoro di squadra condotto da Monaco insieme al consigliere Gennaro Pastore e all’assessore Anna Maria Attore, Venanzoni ha conquistato 512 preferenze su 8.858  totali: una dote di consensi rivelatasi fondamentale per superare il suo diretto concorrente al “ripescaggio”, Antonio Tufano (distaccato di 177 voti).

Insomma, zitto zitto, senza fare proclami, uno dei più scafati conoscitori dei segreti di ogni campagna elettorale, ha centrato  un obiettivo che il sindaco Figliolia (nella foto), mobilitando un partito che governa la città da 8 anni consecutivi (12 degli ultimi 19) non è riuscito nemmeno a vedere col binocolo.

Già. Figliolia. Da una settimana, appena noto il responso delle urne, si guarda bene dal commentare il suo secondo fallimento consecutivo da sponsor principale di un candidato puteolano alle Regionali (Elio Buono nel 2015, Giordana Mobilio oggi).

Forse non trova le parole giuste per spiegare cosa non ha funzionato anche stavolta?

Di certo le parole giuste non le ha trovate il Pd cittadino, che, commentando l’esito del voto sulla propria pagina Facebook, nel ringraziare l’universo mondo democrat, ha dimenticato di citare proprio la candidata su cui aveva puntato talmente tanto da far campeggiare il suo striscione elettorale sul balcone della sede del circolo in piazza della Repubblica