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La denuncia di un disoccupato di Pozzuoli: “Ecco come lo Stato fa discriminazioni anche tra poveri”

Ricevo e pubblico*

Caro Direttore, sono un disoccupato di Pozzuoli che versa in gravi difficoltà economiche e volevo raccontarvi di come lo Stato sia arrivato ad un tale livello di insensibilità da discriminare persino i poveri. Quello che vi descrivo è un caso che non riguarda soltanto me e molti miei concittadini  ma tantissime persone in tutta Italia e mi auguro che attraverso il Suo blog si possa aprire una vertenza a livello nazionale.

Mi spiego: io, come altre persone che si trovano nella mia stessa situazione, l’anno scorso ho richiesto e ottenuto la social card SIA, il Sussidio all’Inclusione Attiva. Alla mia famiglia, con Isee zero e tre componenti, di cui un minore, è stato assegnato un aiuto economico di 240 euro ogni due mesi. Poi ho saputo che, dal 2018, è stato introdotto un nuovo sussidio, il Reddito di Inclusione, denominato REI, che, nel mio caso, mi porterebbe un beneficio di 382 euro mensili.

Capirà bene che si tratta di 262 euro mensili in più, una manna dal cielo per chi si trova nelle mie condizioni. e quindi, così come previsto dalla legge, entro i termini stabiliti, precisamente il 12 dicembre scorso, ho presentato la richiesta di trasformazione del Sussidio all’Inclusione Attiva in Reddito di Inclusione.

In pratica, ho deciso, come tanti altri, di rinunciare al SIA per ottenere il REI, più conveniente per me. Ebbene, siamo a fine aprile, e la mia pratica di passaggio dal SIA al REI, all’Inps, risulta ancora in lavorazione.

La legge stabilisce che il SIA dura un anno, ma, tra SIA e REI,  il sussidio non può superare i 18 mesi totali.

A maggio dovrei ricevere l’ultimo bimestre di SIA, dunque l’ultima ricarica di 240 euro sulla carta acquisti.

Poi, se non mi daranno il REI, rischio di restare senza nessun sussidio e non saprei più dove sbattere la testa.  

Ho chiesto più volte lumi al centro di assistenza fiscale che mi ha aiutato a presentare la domanda di passaggio dal SIA al REI, all’ufficio comunale a cui ho consegnato questa richiesta e all’Inps che ha ricevuto la mia pratica dal Comune per esaminarla, ma nessuno mi ha saputo dare una risposta certa su quanto mi accadrà da giugno in poi.

Da ciò che ho potuto capire anche interagendo su Facebook all’interno di un gruppo nato proprio per mettere insieme le persone che hanno il mio stesso problema, chi ha fatto domanda per il REI senza aver mai ricevuto il SIA, già sta prendendo i soldi che gli spettano e ha percepito anche l’arretrato di gennaio, mentre chi ha fatto domanda di passaggio dal SIA al REI non ha ancora ricevuto il REI e, nella migliore delle ipotesi, a partire da gennaio di quest’anno, da quando cioè già doveva percepire il REI, sta continuando a prendere il SIA, cioè una cifra che, nel mio caso, è più di tre volte inferiore a quella del REI.  

Questa è una vera e propria ingiustizia, oltre che una odiosa discriminazione tra poveri.

E, per questa ingiustizia, di cui non ho responsabilità, io che potrei ricevere dallo Stato un aiuto mensile di 382 euro, ne percepisco solo 240 a bimestre.

Se, per assurdo, io non avessi mai chiesto il SIA scommettendo sul fatto che nel giro di un anno sarebbe arrivato un provvedimento più favorevole da parte del Governo a beneficio dei disoccupati, oggi, col REI avrei potuto ottenere, in diciotto mesi, un sussidio pari a quasi 6.876 euro.

Invece, per la sola colpa di aver chiesto il SIA l’anno scorso, se i 18 mesi di aiuto complessivo si concluderanno senza aver potuto percepire nemmeno una mensilità del REI, io in un anno e mezzo avrò percepito un sussidio complessivo di 2.160 euro, cioè 240 euro moltiplicati per nove bimestri.

E questo accadrà nell’ipotesi più favorevole, cioè se, alla scadenza dell’anno di SIA, continueranno a darmi questo sussidio anche per i restanti tre bimestri, nel caso in cui non arrivi il REI.

Ma anche se lo Stato decidesse di darmi gli arretrati del REI da gennaio 2018, sottraendo a questa cifra quello che ho ricevuto come SIA da gennaio 2018, facendo due calcoli, nell’anno e mezzo totale di sussidio finirei per aver percepito circa 1.600 euro in meno di quanto avrei potuto percepire se non avessi mai chiesto il SIA ma solo il REI.

Io mi chiedo se in Italia si debba essere fortunati anche nel momento in cui si diventa poveri…

*Lettera firmata

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