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LA DENUNCIA/ “Un prete ha impedito a mia nipote autistica di fare la comunione con gli altri bambini: ho dovuto farle cambiare parrocchia…”

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Una vicenda inquietante su cui le autorità ecclesiastiche dovrebbero fare immediatamente chiarezza.

E’ quella che ha denunciato pubblicamente Rosario C., zio di F., una bimba di 10 anni affetta da autismo, il quale ha denunciato il comportamento di un sacerdote, sostenendo che egli abbia negato alla bambina la possibilità di ricevere la prima comunione insieme con gli altri suoi coetanei del corso di catechismo a cui era iscritta.

Il fatto, stando al racconto del signor Rosario (pubblicato sul sito dell’associazione “Autismo in Movimento”), è avvenuto nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli di Monterusciello ed ha avuto come “protagonista” don Glicerio Abarquez.

“Un comportamento inqualificabile – ci dice RosarioIl prete aveva infatti deciso di celebrare la comunione domenica 3 luglio alle 10 del mattino ma mia nipote avrebbe dovuto farla da sola, senza gli altri coetanei del gruppo di catechismo perché, a detta di don Glicerio, se la bimba si fosse agitata, avrebbe potuto penalizzare gli altri bambini e altre mamme si erano già lamentate in tal senso. Ho provato a farlo ragionare dicendogli che quella decisione non solo sarebbe stata ingiusta e umiliante per la bambina ma anche contraria agli insegnamenti della Chiesa che non dovrebbe discriminare ma favorire l’integrazione dei più deboli. Non c’è stato verso: il sacerdote si è irrigidito ribadendo che l’unica possibilità per far fare la prima comunione a mia nipote era quella che mi aveva offerto, consentendo al massimo la sola presenza in chiesa di tutti gli altri bimbi del corso di catechismo e, sfidandomi, mi ha anche aggiunto che avrei potuto perfino rivolgermi al Vescovo, aggiungendo che mi avrebbe dato lui il numero di telefono di monsignor Pascarella. Io invece ho fatto la cosa più semplice, per risolvere il problema anche a don Glicerio, che evidentemente da tempo stava subendo pressioni da alcuni genitori per emarginare mia nipote dal gruppo di catechismo, visto che alla famiglia della bimba era stato chiesto di diradare sempre più le sue presenze ai corsi. Dunque, gli ho chiesto il nulla osta per poter trasferire la bimba in un’altra chiesa. Anche qui però ci sono stati problemi perché don Glicerio mi ha lasciato intendere che, nel redigere il nulla osta, non avrebbe mai scritto le reali e gravi motivazioni del cambio di parrocchia. E così, anche senza essere in possesso di quella documentazione né averla mai potuta visionare, mi sono rivolto a don Alberto Nisolini, parroco della chiesa di San Paolo, un sant’uomo che ha compreso la situazione e, in tre giorni, ha consentito a mia nipote di poter ricevere la sua prima comunione insieme agli altri bimbi del gruppo di catechismo nella giornata di domenica 5 giugno. E’ stata una cerimonia bellissima, ci siamo commossi tutti, la bambina è stata serena e felice e non finiremo mai di ringraziare don Alberto per la sua disponibilità ed umanità. In quanto a don Glicerio – conclude Rosario vorremmo soltanto che capisse il suo errore e si scusasse con mia nipote e con tutti i bimbi che hanno una disabilità”.

Questa la versione dei fatti dello zio di F.

Siamo ovviamente a disposizione di don Glicerio per ospitare una sua eventuale replica.

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