Un incidente domestico che avrebbe potuto avere gravi conseguenze se non fosse stato per la tenacia e l’infinita pazienza del protagonista.

Stiamo infatti per raccontarvi l’incredibile calvario patito oggi da Pietro Paolo Pollio, ex assessore e consigliere comunale di Pozzuoli (nella foto in basso), che, attraverso il suo profilo Facebook, ha descritto minuziosamente (e con inevitabile sarcasmo) cosa può accadere a un cittadino flegreo quando ha bisogno della sanità pubblica.

Ecco dunque, in versione integrale, la sua agghiacciante testimonianza  ‘social’: una realtà talmente “surreale” che avrebbe potuto ispirare il compianto maestro Luciano De Crescenzo per una scena di “Così parlò Bellavista”.

“Ebbene lo confesso, ho la cattiva abitudine (adesso lo so) di usare anche i cotton-fioc per l’igiene delle mie orecchie. Stamattina dopo la doccia ne ho usato uno probabilmente difettoso e il batuffolo di cotone avvolto intorno al bastoncino si è staccato, rimanendo nell’orecchio. Non riesco a toglierlo, neanche con una pinzetta e con l’aiuto di una vicina di casa. Penso ‘vabbè, poco male, vado un attimo al pronto soccorso a La Schiana e risolvo il problema’. Così faccio. Arrivo, racconto l’accaduto alla ricezione e mi si risponde che non esiste un otorino di servizio. Ma come  – faccio io – Non è un ospedale, questo? Come è possibile che non esista un otorino di servizio in un pronto soccorso? Non mi rispondono: chi se ne va da una parte, chi entra in una stanza, chi presta attenzione ad altre persone. Mi spazientisco (cosa rara) e protesto chiedendo di parlare con il medico di turno responsabile del pronto soccorso. Dopo un po’ mi raggiunge un signore dall’aspetto autorevole, uno di quelli con gli occhiali legati da un laccetto e molto abbassati sul naso: aveva l’aria, effettivamente, di un responsabile, il quale candidamente mi conferma che al pronto soccorso di Pozzuoli non esiste un otorino. Al che faccio la domanda del secolo a questo luminare responsabile: scusi, ma io per togliermi un po’ di ovatta dall’orecchio dove devo andare? Almeno se non siete in grado di fornire servizi così elementari, mi indichi una struttura pubblica in cui esiste un Otorino di guardia al pronto soccorso: dovrebbe esistere un coordinamento tra i vari pronto soccorso o no? Mi guarda stupito come se avessi detto chissà che cosa, e mi indica di andare niente di meno che al ‘Cardarelli’ a Napoli (per un po’ di ovatta in un orecchio) dove sicuramente mi risolveranno il problema. Dopo un altro pezzo di discussione durante la quale faccio notare ancora una volta la situazione grottesca, mi stufo e vado, come da indicazione, al ‘Cardarelli’, dove arrivo dopo circa un’ora di traffico intenso. Immaginate cos’è il pronto soccorso del ‘Cardarelli’, un’autentica babele di poveri cristi in attesa di aiuto. Mi faccio largo a spintoni tra disperati, e arrivo all’accettazione, dove racconto il piccolo problema. Il tizio di turno, quasi infastidito, mi guarda stupito e mi fa: ‘ma chi le ha detto di venire qui?’ Ma come – faccio io – All’ospedale di Pozzuoli mi hanno detto che sicuramente avrei trovato un otorino di turno e avrei risolto il problema. Mi fa: ‘ma chi sono questi a Pozzuoli, noi non abbiamo un otorino (figura diventata ormai una sorta di Maradona)’. Bestemmio a raffica tra me e me, facendomi forza di essere sempre civile con il prossimo come mia abitudine, e rispondo con la famosa domanda: ma almeno mi sapete dire in quale struttura pubblica territoriale esiste un otorino con relativa idonea pinzetta per estrarmi l’ovatta dall’orecchio? Sa, non dovrebbe essere una cosa troppo complicata! Il tizio, dopo una breve riflessione, mi indica una nuova meta da raggiungere, un mitico ospedale a Montesanto di cui non ricordo più neanche il nome, una sorta di isola che non c’è, e infatti.. continuando sempre ad imprecare tra me e me, vado a Montesanto, dove una volta arrivato chiedo ai passanti dove fosse questo ospedale. Un vecchietto mi risponde simpaticamente in dialetto spiegandomi che quell’ospedale a Montesanto lo avevano chiuso. Sorrido e rispondo: ma è sicuro? Il vecchio mi fa: ‘uagliò è accussì, nu perder’ tiemp’ chill’ è colpa dei politici. Mi rimetto in macchina e passo per il ‘Pellegrini’ che distava poche centinaia di metri: chiedo così per caso se loro avessero una qualche indicazione utile per il mio problema. Un addetto all’entrata mi risponde dandomi la sua solidarietà sulla vicenda e dicendomi: ‘non solo non fanno i servizi più elementari, ma non sono in grado neanche di indirizzare i cittadini nel posto giusto senza farli dannare a destra e a manca’. Sempre questo tizio alla fine mi fa: ‘si fidi vada a Fuorigrotta all’Ospedale San Paolo, li c’è sempre un otorino di turno al pronto soccorso, si fidi di me’. Va bene – dico – faccio l’ultimo tentativo, altrimenti morirò per un po’ di cotone in un orecchio. Mi rimetto in macchina, arrivo al ‘San Paolo’, vado all’accettazione, incontro un addetto di Bacoli che mi conosce, mi fa ‘aspetta due minuti’, mi fanno entrare, mi fanno stendere su di un lettino, arriva una Maradona-donna, guarda caso anche otorino, prende una pinzetta giusta e mi estrae l’ovatta dall’orecchio. Tempo dell’intervento: trenta secondi netti. Mi mette due gocce e mi saluta. Resoconto finale: 75 km circa percorsi con la macchina nel traffico di Napoli e provincia, quattro ospedali visitati, un quinto mancato per poco perché lo avevano chiuso solo da qualche mese, per un pezzettino di cotone in un orecchio. Ritorno a casa e mi viene in mente sorridendo al nuovo mega progetto di potenziamento del nostro ospedale di Pozzuoli uscito sulla stampa solo due giorni fa per dare più servizi ai cittadini”.