Una riflessione infuocata come questi torridi giorni di fine luglio e destinata, come spesso accade, ad accendere il dibattito politico, già molto “caldo” quando manca ormai meno di un anno dalle prossime elezioni amministrative.

A farla è stato, sul proprio profilo Facebook, il consigliere comunale Raffaele Postiglione. L’esponente di “Pozzuoli Ora” è infatti partito dall’incendio agli spalti di legno dell’Anfiteatro Flavio per allargare l’orizzonte ad una critica senza sconti sulla gestione dei finanziamenti pubblici in città da parte di chi ha fatto la parte del leone nel governo locale negli ultimi vent’anni.

Un rogo, quello avvenuto otto giorni fa all’interno dell’arena puteolana, su cui, come scrive il rappresentante dell’opposizione “sembra svanita l’ondata di indignazione e forse l’interesse con buona pace di coloro i quali hanno lavorato copiosamente per minimizzare e, come fossero censori, redarguire i più che si sono “permessi” addirittura di condividere un pensiero, una valutazione o una semplice lamentela. È così per costoro in questa bella e dannata Città: sei libero di battere le mani, ma non di più”.

Una cosa è certa – prosegue Postiglione (nella foto) – le fiamme hanno colpito tutti, ma in realtà non ne avremmo avuto bisogno per indignarci. Quelle gradinate, costate un bel po’ di soldi pubblici, sono lì da oltre 15 anni e forse hanno ospitato al massimo due stagioni di eventi. Da anni erano interdette, visibili nel loro degrado a quei pochi turisti che hanno visitato il sito, cadenti nel loro abbandono a fare da contraltare alla solidità di architetture che sono lì da 19 secoli. E da 5 anni ci sono i soldi per recuperarli e restituire alla Città e ai suoi visitatori un palcoscenico mozzafiato, progetto ripreso solo da quest’ultima presidenza del Parco. Ebbene, mi ripeto, non avremmo avuto bisogno delle fiamme per indignarci.  Ma qual è il problema? Sciatteria? Certamente no. Gli spalti dell’Anfiteatro potremmo considerarli l’emblema della modalità di gestione del nostro territorio e dei suoi tesori da parte della classe dirigente che lo ha governato negli ultimi 20 anni. Una classe dirigente che ha dimostrato di essere molto più interessata ai finanziamenti che ai risultati, più attenta a spendere che a raccogliere.  Negli ultimi 20 anni sono stati spesi 8/900 milioni di euro per rendere vivibile, sicura e turistica la nostra Città, abbiamo assistito ad annunci, ma davvero poche volte ci si è fermati a valutare i risultati in termini di ricadute e di occasioni diffuse. Esempi ne abbiamo sparsi in tutta la Città. Se parliamo di beni archeologici lo Stadio Antonino Pio, la Necropoli di via Celle e ancor di più quella di via Antiniana, dove il massimo che questa classe dirigente ha prodotto è ricoprirla con l’ammasso di ferro del ponte Copin (a proposito di gestione di fondi pubblici!).  Ma di esempi di “lavori per i lavori”, di esclusivo interesse per la spesa, ne abbiamo anche al di fuori dell’ambito dei siti archeologici. Palazzo Toledo, i campi sportivi del Monte Nuovo, il Palazzetto dello Sport, i locali superiori del Mercato all’ingrosso, il Mercato al dettaglio, per citarne alcuni. Strutture destinatarie di cospicui fondi pubblici spesi male e talvolta rifinanziati. A questi potremmo aggiungere il progetto della Cabinovia da 108 milioni euro, del tutto decontestualizzato e economicamente insostenibile, che rappresenta un’altra dimostrazione che un finanziamento vale tutto, molto di più della tutela del territorio e della sostenibilità economica. Una gestione che, visti i risultati, brucia più delle fiamme”.