Ricevo e pubblico*

Gentilissimo signor sindaco Vincenzo Figliolia, noi ci conosciamo, ci siamo visti più di una volta, lo sa, provo simpatia per lei, anche se nelle ultime due tornate elettorali, ho optato per un altro candidato a Sindaco.

Lo dico per correttezza e per evitare che qualcuno possa interpretare questa lettera come una sviolinata.

Questa mattina, sono sceso per una passeggiata al centro della città e l’ho trovata blindata; vigili e uomini della Protezione Civile ovunque.

Lungomare e parte della darsena inaccessibili.

Mi è capitato di vedere papà con bambini al seguito respinti. Nonnine costrette a passeggiare a margine del lungomare rischiando di essere investite da ciclisti, macchine e scooter. Uomini della Protezione civile ingiustamente attaccati per una misura che a mio avviso, non sortisce alcun effetto.

E le spiego il perché: al di là del benessere psicofisico che una passeggiata può apportare, non crede che in una situazione del genere sia importante aumentare gli spazi per “aumentare” le distanze?

Non crede che così facendo le persone si riverseranno in altri luoghi? In mole sicuramente maggiore?

A mio avviso, non ha molto senso lasciare le attività aperte e ridurre gli spazi.

Sarebbe più sensato aumentarlo proprio per favorire il rispetto della distanza di sicurezza.

Avrei compreso l’allargamento di una ZTL per favorire il flusso di pedoni. Avrei sicuramente apprezzato maggiori controlli per il rispetto delle misure anticovid (mascherine e gel igienizzante per le attività commerciali), ma la prego di credermi: questa cosa di ridurre gli spazi, peggiorerà solo le cose.

Anche perché, le persone che arriveranno nella nostra città, di certo non rinunceranno a trattenersi per godere della bella giornata.

Inevitabilmente si riverseranno o tutte in piazza o dalla parte opposta al lungomare (tra tavolini ed altre cose che renderanno il flusso pedonale più difficoltoso).

La invito a riflettere e a valutare attentamente il mio pensiero.

Magari, da domani, le cose potrebbero cambiare.

Con l’auspicio di farle fatto cosa gradita, colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.

*Gian Luca Bruno