Ricevo e pubblico*

Gentilissimo Direttore, Le scrivo dopo aver letto il suo articolo “Top Teacher” che mi ha reso orgoglioso per il risultato del nostro professore.

Faccio una piccola premessa e spero di non essere frainteso; quello che Le sto raccontando mi tocca il cuore e mi rattrista molto.

Dopo aver scritto del “Top Teacher” potremmo parlare del diritto allo studio, quello che ormai da due anni non viene più garantito a più classi dell’istituto Giacinto Diano: viene NEGATO.

«Ognuno ha diritto ad un’istruzione. L’istruzione dovrebbe essere gratuita, almeno a livelli elementari e fondamentali. L’istruzione elementare dovrebbe essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale, dovrebbero essere generalmente fruibili, così come pure un’istruzione superiore dovrebbe essere accessibile sulle basi del merito»

Ormai la malattia del secolo colpisce tutti, colpisce anche gli insegnanti, che come tutti noi, cercano di combatterla in ogni modo, cercando di trovare anche stimoli per andare avanti e vivere la vita giorno per giorno.

Su questo non ho nulla da dire, noi genitori possiamo solo “abbracciare” e dare forza a questa donna eroica, che cerca di vivere quel che resta nel modo più “normale” che si possa immaginare.

Detto ciò, c’è il rovescio della medaglia.

Classi intere che saltano lezioni con frequenza sempre più costante e con assenze sempre più prolungate. Quando si fa lezione, naturalmente, l’insegnante non può rendere al massimo, come sicuramente avrà fatto nella sua carriera.


Tante volte le classi vengono lasciate senza insegnanti, oppure con personale che ruota e controlla, nelle ore mancanti, che le classi si comportino bene
.

La scuola, il Diano, scuola rinomata da quando io ero ragazzo, fa scudo, fa orecchie da mercante ed alza la voce od ogni incontro.

Difende la collega, lo avrei fatto anche io probabilmente, SBAGLIANDO, non si capisce il danno che si sta procurando a questi ragazzi.

L’insegnante dovrebbe fare un passo indietro, oppure la scuola potrebbe cambiare sezioni sistematicamente alla stessa.

Supplenze brevi non vengono prese in considerazione da altri colleghi.

Questa situazione sta sfuggendo di mano ed il tempo passa inesorabilmente.

*Lettera firmata