Quando pensi di aver visto tutto, arriva sempre un’altra “novità” che ti fa comprendere come non si è mai troppo pessimisti di fronte ad alcuni comportamenti del genere umano.

Soprattutto per quanto riguarda lo sversamento di rifiuti.

L’episodio che oggi vi racconto (e documento) a mio parere ha dell’incredibile.

Me ne accorgo nella tarda mattinata di sabato scorso, mentre cammino a piedi in via Campi Flegrei, poco dopo l’ex Olivetti, nella direzione di marcia delle auto che procedono verso Pozzuoli.

Proprio all’altezza dell’incrocio con via Fascione, con la coda dell’occhio noto qualcosa di strano oltre il marciapiede, sulla destra.

Al di là di una recinzione, alta poco più di due metri  e fissata alla meglio su un muretto, c’è infatti una proprietà privata, un appezzamento di terreno.

Ma cosa scorgo a pochissima distanza da me, su questa porzione di suolo confinante con la strada?

Un “bel” televisore (di quelli vecchio modello, ancora provvisto di tubo catodico, per intenderci) “schiattato” in terra, anche se all’apparenza non troppo distrutto, giacchè il suo “atterraggio” su erba e fogliame dev’essere stato abbastanza “morbido”.

Inorridisco come farebbe qualsiasi persona dotata di un minimo di senso civico.

E cerco di ragionare: “il colpevole non può essere stato il proprietario di questo terreno, sarebbe uno stupido a deturparlo ma soprattutto a rischiare una multa da 250 euro per abbandono di rifiuti (come prevede l’ordinanza sindacale numero 160 del 7 ottobre) tra l’altro in una posizione visibile a chiunque passi a piedi di lì”.

E allora mi immagino la scena: un’auto che si ferma sul ciglio della strada, il guidatore o il passeggero che scende, apre la portiera o il bagagliaio, solleva di peso questo televisore, sale sul muretto e con uno sforzo non indifferente (magari di due persone) lo scaraventa al di là della recinzione, prima di rimettersi in macchina e andare via.

Può essere accaduto di notte, o anche alla luce del sole, perché, tanto, chi vuoi che si fermi a “prendere questioni” con gente del genere?

E, comunque, anche il passaggio di una qualsiasi pattuglia delle forze dell’ordine (il comando vigili urbani dista un tiro di schioppo) è visibile, data la conformazione della strada.

Quindi, visto che l’intera “operazione” potrebbe essere durata non più di un paio di minuti, la percentuale di probabilità di essere “beccati” (da un tutore dell’ordine che abbia tempo e voglia di contestare e sanzionare un’infrazione del genere) è praticamente ridotta a zero.

Proseguo perplesso la mia passeggiata.

E mi chiedo cosa si possa fare concretamente per evitare (o, quantomeno, limitare) sconci del genere.

Militarizzare un territorio non si può: lo Stato è in perenne “bolletta” e non ci sono uomini né mezzi a sufficienza.

E un territorio non lo si può nemmeno riempire di telecamere ovunque, perché costerebbe l’iradiddio e tra l’altro c’è anche la questione della tutela della privacy.

Né possiamo pensare di impiegare gli ispettori volontari ambientali 24 ore su 24, perché diventerebbe un lavoro e dovrebbe essere giustamente retribuito.

Né tanto meno si può immaginare di rendere certamente identificabile la provenienza di ogni rifiuto domestico: sarebbe una follia da ricovero!

Tra l’altro, oggi, con i tempi che corrono, la maggior parte di coloro che si comportano come gli autori del “lancio” di quel televisore, non hanno nulla da perdere: e, dunque, anche se fossero multati dal Comune, andrebbero soltanto ad ingrossare la lista già sterminata dei crediti inesigibili da parte del Municipio.

E, allora, non ci resta che l’educazione.

Il Comune e la De Vizia vadano nelle scuole (e se già lo fanno, ci vadano più spesso) a spiegare ai bambini come si fa la raccolta differenziata e come ci si disfa dei rifiuti ingombranti, o dei cosiddetti Raee (apparecchiature elettriche ed elettroniche), tra cui proprio quel televisore che ho immortalato.

La campagna di sensibilizzazione, facciamola “mirata”: rivolgiamola agli adulti del futuro che hanno anche la possibilità di “dare lezioni” a quelli del presente.

Solo così possiamo sperare, prima o poi, di non assistere più a scempiaggini come quella in cui mi sono imbattuto.

Perché se la mamma degli incivili è sempre incinta, dipende solo ed esclusivamente dall’ignoranza: reale o di “comodo” che sia.

E l’ignoranza possiamo combatterla soltanto con la cultura e l’informazione.