Voleva che del suo corpo restassero solo le ceneri, da far riposare nella nicchia di famiglia.

Ma Carmela C. non poteva sapere che Pozzuoli è una città particolare, dove la buona sorte serve anche nella vita ultraterrena.

E, purtroppo, lei è stata sfortunata, perché, nonostante l’impegno dei suoi familiari, nessuno è riuscito a garantire che potessero essere rispettate le sue volontà.

Sono proprio loro, i parenti di Carmela, che hanno voluto contattarci per descriverci la situazione surreale di cui sono stati testimoni diretti.

Sette giorni fa, infatti, i congiunti dell’anziana, dopo il funerale e la cremazione, si sono recati, nel primo pomeriggio, al camposanto di via Luciano per depositare l’urna, contenenti le ceneri di Carmela, nel loculo familiare.

Operazione impossibile giacchè, come raccontano i parenti di Carmela, “solo in quel momento abbiamo appreso, che il loculo di nostra proprietà, così come la gran parte di quelli situati nella parte a monte del cimitero, sono pericolanti da oltre cinque anni, con il rischio di collare.  In pratica, ci siamo trovati al cospetto di una nicchia che non si sarebbe potuta nemmeno aprire, in quanto le spalliere erano state rinforzate con delle assi di legno dal vertice alla base.

Le assi di legno che rinforzano le spalliere e impediscono l’apertura dei loculi

“Ci è stata offerta la possibilità di usufruire di una nicchia parcheggio – proseguono i congiunti della defunta – ma l’abbiamo rifiutata perché la nostra Carmela aveva lasciato delle disposizioni ben precise. L’unica cosa che ci siamo sentiti di poter fare, di fronte ad un problema che non poteva essere risolto, è stata quella di depositare le sue ceneri in una nicchia di altri parenti, meno stretti, della famiglia, ma sappiamo bene che anche così, non abbiamo rispettato le sue volontà. Ci chiediamo per quale motivo nessuno ci abbia mai avvisati di questo impedimento. Se lo avessimo saputo in tempo, avremmo chiesto l’autorizzazione per tenere le ceneri in casa. Ci auguriamo che il Comune risolva il problema al più presto e che a nessun altro capiti una cosa del genere, perché è veramente mortificante non poter esaudire l’ultimo desiderio di una persona cara che viene a mancare…”.

Un auspicio, quello dei familiari di Carmela, a cui ci associamo.

L’avviso affisso dal Comune due anni fa, quando in quella parte del cimitero era addirittura vietato l’accesso

I lavori di manutenzione di quelle nicchie pericolanti (circa duemila), spetterebbero infatti ai proprietari dei loculi, ma il Municipio non è riuscito a rintracciare tutte le persone fisiche alle quali intimare la realizzazione di queste opere.

E siccome gli interventi devono essere eseguiti contemporaneamente, per blocchi di loculi (farli singolarmente non eliminerebbe il rischio di crolli), è probabile che il Comune decida di accollarsene le spese, pur di accorciare i tempi di risoluzione del problema.

Ci auguriamo che questa triste disavventura serva almeno da informazione a chi ha un loculo in quella porzione di camposanto:  di resti mortali, in quelle nicchie, non se ne possono inserire più, almeno fino a quando non saranno eseguiti i lavori per l’eliminazione definitiva di ogni pericolo di crollo.