Filippo Lucignano nella foto pubblicata su Facebook stamattina poco prima di recarsi in Tribunale per la sentenza

Omicidio volontario ma senza l’aggravante dei futili motivi. E’ per questo reato che oggi la 28^sezione penale del Tribunale di Napoli ha condannato a 10 anni e 8 mesi Filippo Lucignano, il 51enne del rione Toiano che, la sera del 7 aprile scorso, ferì a morte il fratello Rosario nella casa di famiglia.

La sentenza nel giudizio di primo grado è stata emessa poco fa dal gip Anna Imparato, che non ha accolto la richiesta del pubblico ministero, il quale aveva chiesto per Filippo una pena di 14 anni di reclusione.

Entro le prossime due settimane saranno rese note le motivazioni del verdetto, contro cui sarà proposto appello dal legale di Filippo, l’avvocato penalista Marcello De Fraia.

L’autopsia sulla salma di Rosario rivelò che sei furono le coltellate inflittegli da Filippo, una sola delle quali letali, e che la vittima, al momento del delitto, scaturito dall’ennesima aggressione al congiunto, era sotto l’effetto di alcool e stupefacenti.

Una tragedia che ha destato enorme scalpore nel quartiere e in tutta la città  e che ha fatto scattare fin da subito una gara di solidarietà per Filippo, ritenuto da tutti anch’egli vittima di una situazione familiare diventata ingestibile, così come aveva raccontato a Pozzuoli21 anche l’altro fratello, Gennaro.

Filippo Lucignano è attualmente agli arresti domiciliari: misura cautelare cui il Tribunale lo ha sottoposto dal 27 aprile.