Filippo Lucignano dopo il ritorno a casa

Venti giorni di reclusione, poi la scarcerazione. Filippo Lucignano, che ha confessato di aver ferito a morte il fratello Rosario la notte del 7 aprile, è tornato a casa in via Catullo, al rione Toiano.

Il Tribunale del Riesame ha infatti accolto la richiesta del suo avvocato difensore, il penalista puteolano Marcello De Fraia, che ha ottenuto un’attenuazione della misura cautelare nei confronti del proprio assistito.

Filippo attenderà ora il processo (l’ipotesi di reato a suo carico è attualmente di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi) agli arresti domiciliari nell’abitazione del suo fratello minore Gennaro, attigua a quella in cui è avvenuto il delitto.

Ancora ignote (le conosceremo nei prossimi trenta giorni) le motivazioni che hanno indotto il Riesame (col parere contrario del pm) a concedere a Filippo i domiciliari ribaltando in tal modo la decisione cui era pervenuto il gip: il collegio giudicante potrebbe infatti aver tenuto conto sia del drammatico contesto familiare e ambientale in cui è maturato l’omicidio, sia del fatto che Filippo è incensurato e ha ammesso sin da subito le sue responsabilità consegnandosi spontaneamente alle forze dell’ordine, sia dell’insussistenza dell’unica esigenza cautelare contestata, ossa il  pericolo di reiterazione del reato.

L’unica cosa certa è la gioia che ha manifestato il quartiere per questa notizia.

Un rione che, fin dal primo momento, si è schierato al fianco di Filippo, consentendogli con una maxicolletta (ancora in corso, con soldi che arrivano perfino dall’estero) di sostenere tutte le spese legate a questo procedimento penale.