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L’adescamento di minori: il pericolo corre su internet

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a cura dell’avvocato Maria Grazia Siciliano 

Finalmente, anche in Italia è stata introdotta una tutela diretta nei confronti dei minorenni, i quali, grazie (o purtroppo!) alle nuove tecnologie, alla nuova era multimediale, sono come non mai oggetto di adescamento da parte di tutte quelle persone (minorenni, giovani, donne, uomini, anziani, eccetera), che per motivi di malattia mentale e/o di perversione, approfittano dei nuovi strumenti di comunicazione per circuire ragazzi di tenera età, quindi ingenui ed indifesi, per incrementare la loro “rete” di vittime.

Nasce così il fenomeno del “grooming” (dall’inglese: cura, preparazione), termine che designa quel comportamento con cui un adulto, attraverso chat, social network, telefono, sms, mms, e-mail, instaura con il minore relazioni amichevoli, assicurandosi la sua fiducia e la sua collaborazione, allo scopo di coinvolgerlo in attività a sfondo sessuale.

In particolare, grazie alla iniziale conoscenza remota, il carnefice, che gode di anonimato, gradualmente indebolisce la sua giovane vittima carpendo la sua fiducia, e quindi garantendosi il totale controllo.

Ciò avviene  utilizzando, tra l’altro,  tecniche di manipolazione psicologica, le quali inducono il minore a ritenere “normale” ogni richiesta avanzata dall’interlocutore/adescatore: soprattutto quella di avere rapporti sessuali.

Pericolosi si presentano soprattutto i social network, grazie ai quali gli adescatori carpiscono subdolamente la fiducia del ragazzo e della ragazzina, giocando con la loro curiosità e approfittando al contempo della loro ingenuità e immaturità, indebolendone ogni volontà, fino a giungere al pieno  controllo psicologico dello stesso/a.

Tante, ad oggi, le famiglie disperate: quando finalmente scoprono la soggezione del minore, è purtroppo troppo tardi, e non sanno più come intervenire, ma soprattutto come aiutare il ragazzo/a.

Ecco dunque, che, finalmente, l’articolo 609-undecies del codice penale, introduce unanuova fattispecie criminosa: l’istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia nonchè l’adescamento di minorenni, ossia “qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione”.

Un aspetto importante di questa legge è che non è necessario che l’adescatore si sia spinto a proporre un incontro alla sua vittima o abbia posto in essere una condotta concreta diretta ad ottenere un appuntamento, essendo sufficiente, per l’integrazione dell’elemento oggettivo della fattispecie, che lo stesso sia riuscito ad accaparrarsi il controllo psicologico del minore.

In realtà, ciò che più conta e si rivela idonea è la prevenzione piuttosto che la risoluzione del problema, anzi del dramma, del pericolo.

Per cui sicuramente necessaria è la presenza e l’affiancamento della famiglia al minore, in quanto non può un minorenne essere lasciato libero di navigare su internet senza un controllo, una supervisione.

La prevenzione, infatti, ancora una volta si rappresenta come una medicina indispensabile per abolire questi fenomeni, che costituiscono un comportamento tra i più abominevoli nella società: la violenza, la pedofilia.

Importante è anche l’attività che viene esercitata dalla Polizia Postale, la quale affianca le famiglie che denunciano questi reati.

Perché, in questi casi, occorre il coraggio di denunziare, di combattere ed affrontare il problema e l’adescatore.

Chiudersi in sé, vergognarsi, isolarsi, non farebbe che favorire questi reati e quindi aiutare e privilegiare questi adescatori, peggiorando ed aggravando un evento, un reato  che, guarda caso,  si fa scudo proprio di questi atteggiamenti di viltà ed omertà.

Il silenzio è la linfa di ogni stupratore ed usurpatore.

Dunque, sì ad internet, sì alle relazioni sociali anche moderne, ma no all’abbandono materiale e psicologico del minore, il quale nonostante la massima fiducia di cui può godere, è sempre un soggetto debole, indifeso ed immaturo.

Nonché curioso, imbarazzato ed al contempo affascinato dalle attenzioni che terze persone –subdolamente- sanno garantirgli.

Oggi, nonostante l’informazione, nonostante l’emancipazione, purtroppo, ancora tanti sono i fenomeni di cui sopra: e questo è un dato allarmante perché mette a nudo la fragilità dell’essere umano e dell’istituto al quale appartiene: la famiglia!

 

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