Il suo post, pubblicato venerdì scorso su Facebook, è diventato virale, con circa 400 commenti (di ogni genere, dalle scuse agli insulti) ed altrettanti “like”, oltre a decine di condivisioni.

Il tema è un argomento scottante: le possibilità di parcheggio a Pozzuoli.

A scrivere è Carmine Chirico, un giovane originario di Castellammare di Stabia che cinque sere fa è stato, su suggerimento di amici che gliel’avevano raccomandata, per la prima volta nella nostra città.

Una permanenza durata meno di due ore, prima di tagliare la corda e ripromettere a se stesso di non metterci mai più piede.

L’esperienza negativa di Carmine ha messo a nudo alcune criticità di un sistema, quello della sosta, che, nel “capoluogo” flegreo, va sicuramente migliorato, soprattutto a beneficio dei visitatori, ignari, per scarsa informazione, anche dei nomi dei luoghi in cui si imbattono.

Prendete ad esempio il cartello luminoso che, sul lungomare Cristoforo Colombo, indica genericamente la presenza dell’area di parcheggio del Molo Caligoliano e la possibilità di sostarvi liberamente per due ore.

Il giovane automobilista ha pensato (sbagliando, ma per noi è facile giudicare: lui non conosce Pozzuoli e per chi non conosce Pozzuoli il cartello è effettivamente fuorviante) che il Molo Caligoliano fosse lì dove c’era il segnale.

E ha parcheggiato gratis impostando il disco orario sui 120 minuti di  sosta.

Risultato: i vigili lo hanno multato in pochi istanti e gli hanno bruscamente intimato di spostare subito la vettura prima che arrivasse il carro attrezzi a rimuoverla.

Carmine ha quindi tentato di parcheggiare all’interno del “vero” Molo Caligoliano, ma un signore (un addetto comunale?) lo ha redarguito dicendogli che non poteva farlo in quanto mancavano 40 minuti alla chiusura dell’area di sosta e che quindi avrebbe rischiato un’altra multa con rimozione se non avesse fatto in tempo a portare via la macchina da lì entro le 23.30.

E, anche in questo caso, non si capisce come si voglia fare turismo nella nostra città, se, nel cuore della movida, dal lunedì al mercoledì un’area di sosta così importante chiude alle nove e mezza di sera e appena due ore dopo il giovedì e la domenica, con prolungamento orario oltre la mezzanotte solo tra il venerdì e il sabato (all’1) e tra il sabato e la domenica (alle 2).

Senza contare lo schifo di quei cartelli continuamente corretti a penna su pezzi di carta attaccati con lo scotch, che non fanno altro che alimentare confusione negli utenti e mostrare superficialità in chi gestisce questo settore.

Così come non si capisce per quale motivo ad un automobilista debba essere sconsigliata (da chicchessia) la sosta in quel parcheggio fino a quasi un’ora prima della chiusura.

Risultato: già multato, Carmine ha parcheggiato sulle strisce blu (2 euro per un’ora) e ha dovuto dare anche la “regalìa” (1 euro) all’abusivo che, indisturbato, si è impossessato della zona in cui ha effettuato la sosta.

Poi, dopo un giro sul lungomare è andato via.

Scrivendo sul social che il Municipio avrà pure incassato 29 euro di contravvenzione grazie a lui, ma che questi soldi sono nulla in confronto al danno di immagine che la città ha dovuto subìre nei confronti di chi sostiene di aver girato tutto il mondo ma di non aver mai visto situazioni del genere.

Carmine Chirico, il giovane automobilista stabiese protagonista di queste vicissitudini

E che non solo non tornerebbe mai più qui, ma sconsiglierebbe a chiunque di farci anche soltanto una capatina.

Una  testimonianza su cui i nostri amministratori dovrebbero seriamente riflettere, per capire che così Pozzuoli non andrà mai da nessuna parte e dunque bisogna cambiare registro.

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