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L’appello di un giovane papà di Pozzuoli: “Aiutatemi a sconfiggere il male che ha ucciso mia figlia”

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Trasformare il più grande dolore che possa colpire un essere umano, in energia positiva per salvare altre vite ed evitare ulteriori tragedie.

E’ l’obiettivo che, insieme con tanti amici, si è prefissato un giovane papà originario di Pozzuoli.

Pasquale con sua figlia Arianna, scomparsa dieci mesi fa all'età di 9 anni
Pasquale con sua figlia Arianna, scomparsa dieci mesi fa all’età di 9 anni

Lui si chiama Pasquale Amore ed il 26 dicembre scorso una gravissima forma di leucemia gli ha portato via per sempre sua figlia Arianna.

Ary aveva appena 9 anni ed il suo carattere gioviale e vivace ha lasciato un segno indelebile in tutte le persone che l’hanno conosciuta.

Con i genitori, nei momenti più brutti della malattia, aveva coniato un motto: “il sorriso non lo perdiamo mai…qualunque cosa ci accada…”.

E questo inno all’ottimismo ed alla serenità d’animo è  anche il “grido di battaglia” dell’associazione “Sko”, che Pasquale ha fondato ed intitolato ad Arianna nel comune di Senago, nella provincia milanese in cui il nostro conterraneo vive e lavora ormai da molto tempo.

Scopo del sodalizio, come ci spiega lo stesso Pasquale, è “fare in modo che la ricerca possa avere i fondi necessari per trovare una valida alternativa alla chemioterapia che debilita terribilmente il fisico dei bimbi leucemici. Auspichiamo che il nostro contributo possa permettere ai ricercatori di curare il 100% dei bambini che si ammalano”.

In concreto, l’associazione, attraverso l’organizzazione di manifestazioni e spettacoli, ma anche grazie al contributo di numerosi benefattori, raccoglie fondi da destinare proprio alla ricerca scientifica contro la leucemia infantile.

“Tutto avviene rigorosamente nella massima trasparenza – chiarisce Pasquale – Si fa volontariato puro, siamo un’associazione senza scopo di lucro non solo sul piano giuridico ma anche, e direi soprattutto, nella realtà del nostro impegno quotidiano.

Un'ambulanza con il logo dell'associazione "Sko" (nel riquadro)
Un’ambulanza con il logo dell’associazione “Sko” (nel riquadro)

Chiunque collabori con noi sa fin dal principio che non guadagnerà mai un centesimo, perché i soldi che vengono raccolti occorrono per finanziare i costosi progetti di cui ci occupiamo, come quello della Terapia Molecolare che stiamo realizzando ora e che mira a salvare quanti più bambini dalla leucemia. A chi ci ospita e agli artisti che tengono i loro spettacoli, paghiamo soltanto il rimborso di eventuali spese di viaggio o di organizzazione. A fine evento comunichiamo l’incasso e documentiamo il rendiconto dell’evento, attraverso i nostri mezzi di comunicazione, ossia la pagina Facebook ed il blog dell’associazione: per noi è fondamentale che le persone che hanno partecipato all’evento abbiano un riscontro concreto del fatto che l’importo donato sia stato effettivamente versato a chi si occupa materialmente di concretizzare i nostri sforzi”.

I risultati di questo impegno si vedono concretamente. Oltre a contribuire al mantenimento di un immobile in cui sono ospitati gratuitamente i parenti meno abbienti dei piccoli degenti durante i periodi (spesso molto lunghi) di ricovero, l’associazione “Sko”, insieme ad un’altra onlus amica, ha  adottato due stanze allestite presso il laboratorio di ricerca della Fondazione Tettamanti (attiva a partire da ieri presso il centro di ematologia pediatrica adiacente l’ospedale “San Gerardo” di Monza): la Stanza di Biologia Molecolare e la Stanza Sterile.

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La Stanza di Biologia Molecolare è quella di cui il sodalizio intitolato alla memoria di Arianna, si  è impegnato a finanziarne l’allestimento.

Per raggiungere l’obiettivo, servono 60mila euro: un traguardo difficile ma non impossibile da tagliare.

Poi ci saranno nuove sfide, altrettanto (se non più) costose.

“Quella contro la leucemia infantile è una guerra che tutti noi abbiamo il dovere di combattere – ci dice Pasqualenon solo chi, come me, ha subìto la tragedia della perdita di un figlio. Ognuno può fare qualcosa per salvare dei bambini da una malattia così infame o, quanto meno, alleviarne le sofferenze. Se siamo uniti, ce la faremo. Dove vivo io, nel milanese, in tantissimi condividiamo questa speranza e contribuiamo, ognuno come può, ad alimentarla giorno dopo giorno. Sono sicuro che anche dove sono nato, cresciuto e ho le mie radici (Pasquale, il 26 di ogni mese è a Pozzuoli, dove ha voluto che, con questa cadenza, fosse celebrata una Messa in memoria di Arianna, n.d.r.) sarà compresa l’importanza del messaggio che sto lanciando. Nelle prossime settimane intendo organizzare almeno un evento anche qui nei Campi Flegrei. E non immaginate nemmeno quanto mi piacerebbe poter dire che, dalla mia terra d’origine, sono arrivati i contributi più sostanziosi per dotare di tutto il necessario quella stanza di Biologia Molecolare che tanto sarebbe stata utile alla mia Arianna e tanto potrà esserlo per altri bambini tuttora accomunati dallo stesso crudele destino…”.

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