Ricevo e pubblico*

Salve, volevo raccontare pubblicamente cosa mi sta accadendo nella speranza di riuscire, attraverso Pozzuoli21, a smuovere chi di dovere affinché si prenda cura del caso che riguarda me e la mia famiglia.

All’incirca 10 giorni fa ho iniziato ad avvertire qualche sintomo influenzale, che come sempre in questo periodo abbiamo: mal di gola e qualche starnuto.

Non frequentando locali pubblici se non supermercati, inizialmente il mio pensiero va a un semplice malessere stagionale.

Fino a quando, sabato sera, questi sintomi diventano “strani”: dolori alle spalle, al petto, strano affanno, dolori forti muscolari e testa che scoppia, temperatura 37,5.

Contatto il mio medico di base, riferisco i sintomi e mi fa iniziare una terapia dopo avermi fatto le solite domande di routine.

Domenica la situazione non cambia, lunedì idem ma aumenta l’affanno, al che mi viene cambiata la terapia.

La mia dottoressa non mi molla, mi contatta di continuo.

Lunedì manda richiesta all’Asl di tampone.

Pensiamo e ripensiamo a tutte le persone con le quali siamo stati a contatto, ma nulla. Martedì ancora sintomi e febbre: si aggiungono altri medicinali.

Martedì sera, una telefonata: un mio parente è positivo al Covid!

E lì ci sono stati eccome i contatti: fortunatamente questa persona è asintomatica. Comunico alla mia  dottoressa la nuova situazione e lei invia sollecito all’Asl spiegando che, oltre ai sintomi, ho avuto anche contatti con un positivo.

Parente messo subito in quarantena, isolato in casa sua, con tutta la famiglia.

Nessuna chiamata dell’Asl per la ricostruzione del link epidemiologico.

Il tampone vorremmo farlo privatamente ma non si può, perché c’e una richiesta all’Asl da parte del medico e inoltre non posso uscire se ho tutti i sintomi evidenti di un’infezione da Covid.

Chiamiamo tutti i numeri del distretto Asl Napoli2 ma nessuno risponde, qualcuno che becchiamo passa la palla ad un altro numero che non sa dare spiegazioni.

Chiamiamo l’ospedale “Santa Maria delle Grazie” e nemmeno lì riceviamo risposta.

Chiamiamo il 1500 e ci dicono che dobbiamo aspettare e che non possiamo fare nulla.

Contatto la pediatra della mia bimba per sapere come funziona dato che mia figlia ha avuto contatto con un positivo, e lei mi dice che l’Asl deve chiamare per il link epidemiologico: la pediatra resta sbalordita quando le dico che l’Asl non ha chiamato per il link, quindi effettua lei la richiesta di tampone a mia figlia di 2 anni che, per il momento, (e spero continui così), sta bene a parte un lieve raffreddore e qualche colpetto di tosse.

In casa con me c’è anche mia suocera asmatica.

Anche lei ha avuto contatti con il mio parente positivo, e si ritrova qui perché, appena ha saputo che io non stavo bene, si è isolata in casa con noi dato che ha avuto contatti anche con me: anche per lei è partita la richiesta di tampone.

La situazione del mio parente non è diversa!

Lui isolato in camera, la moglie e i bambini chiusi anche loro, senza ricevere nessuna informazione su come comportarsi.

Fortuna che stanno bene ma la paura e l’ansia prendono il sopravvento nel momento in cui ti dicono che “non si sa quando ti chiamano”, e la preoccupazione che possa succedere qualcosa ai nostri figli e non poter far nulla ci logora l’anima.

Siamo pur sempre esseri umani: siamo soprattutto genitori che farebbero di tutto per proteggere i loro figli.

Tra l’altro, per certi versi, avverto anche un leggero peggioramento delle mie condizioni di salute.

Grazie per il tempo e lo spazio che vorrete dedicarmi.

*Raffaella Giannuzzi